Giochi da viaggio

16 Febbraio 2007 Nessun commento


Giochi da viaggio. Passatempi per adulti e bambini contro la noia
Paola Carobbio
Armando Editore
Prezzo: euro 9

Succede durante un viaggio in macchina: la noia vince sull?entusiasmo e nessuno sa più cosa dire. E allora? Invece di perdervi d?animo prendete questo libro, dentro ci sono ben sessantaquattro giochi di numeri e parole in grado di far tornare l?allegria. Non servono carta e penna, ma soltanto fantasia, cultura, arguzia e, perché no? Anche un pizzico di follia. Sarà un?esperienza nuova, un vero viaggio nel viaggio che vi porterà ad osservare meglio il panorama e a vivere in modo diverso il paesaggio fuori dal vostro finestrino. Il divertimento è assicurato: comincia ancora prima di giocare e non finisce nemmeno arrivati a destinazione, grazie alle gag decisamente esilaranti che nasceranno e che vi piacerà ricordare nel tempo. Non stupitevi, quindi, se anche a distanza di anni con quei compagni di viaggio vi troverete a ridere ancora.

Se volete saperne di più cliccate qui sotto ;-)
Riferimenti: Giochi da viaggio – videospot

Donne in cerc@

13 Febbraio 2007 Nessun commento


Donne. Chi sono, cosa fanno, come sono cambiate. Ma – soprattutto – cosa vogliono? Il libro “Donne in cerc@” ve lo spiega senza censure.
Autori: Paola Carobbio, Roberto Marabini. Pubblicazione: febbraio 2007. Sovera Edizioni. Prezzo: 8 euro.

Cliccate qui sotto per saperne un po’ di più.
Riferimenti: Videospot – Donne in cerc@

Didi Dog & Chico Marx – Inviati dell’incubo

9 Febbraio 2007 Nessun commento

idea
Paola carobbio
Nicolò Cavazzuti
Ennio Arengi

Italia, universo di misteri, leggende e fantasmi.
Ogni città ha le sue storie, tramandate da nonni a nipoti, e spesso riprese anche dai giornali locali. Però esistono anche altre storie, meno leggendarie e roboanti – ma ugualmente curiose – che rimangono nascoste ai più.
Didi Dog & Chico Marx vogliono raccogliere proprio queste. Le storie più incredibili della gente più comune.

Nel video, che trovate cliccando il riferimento qui sotto, c’è la prima… buona visione!

Riferimenti: Video – Fantasma innamorato -

Gita al faro con Virginia – idea film -

9 Febbraio 2007 Nessun commento


idea Paola Carobbio

Concept/Arena

Rimarrà acceso il faro che ha ispirato uno dei capolavori di Virginia Woolf. Le autorità inglesi avevano programmato di spegnere la sua luce entro il 2010. Ma ora la Trinity House, l’agenzia che gestisce la rete segnaletica per la navigazione sulle coste dell’Inghilterra e del Galles, è tornata sui propri passi.

La notizia dell’imminente dismissione della struttura, apparsa sull’”avviso ai naviganti” che l’autorità dirama a ogni inizio di anno, aveva suscitato l’ostilità e la resistenza congiunte di due categorie ben distinte. Da una parte c’erano, prevedibilmente, marinai e pescatori, tutt’altro che convinti che la tecnologia e il computer siano in grado di sostituire i tradizionali segnali luminosi e sonori. Dall’altra gli intellettuali e i fan della scrittrice inglese, alle prese con la scomparsa di una vera e propria icona letteraria, su cui è basato Gita al Faro .
Alla fine, comunque, più delle rimostranze degli uomini di cultura (anche italiani), alla sopravvivenza del faro, attivo da 146 anni, ha giovato l’insistenza degli uomini di mare, capaci di convincere la Trinity House che le 108 mila sterline annue (156 mila euro) necessarie al funzionamento dell’impianto sono tuttora un esborso giustificato.
Questo deve aver convinto la Trinity House. La luce di Godrevy, comunque, brillerà meno: il fascio verrà ridotto di due miglia, da 12 a 10.

Ambienti

Il faro in questione è Godrevy, situato su un isolotto davanti al villaggio di St. Ives, in Cornovaglia. I genitori della Woolf possedevano una casa a St. Ives: da là Virginia, nell’adolescenza, vedeva arrivare il fascio luminoso, che si propagava per circa 22 chilometri (12 miglia nautiche), attraverso la baia. La baia di St. Ives, d’altra parte, è l’unico angolo della costa settentrionale della Cornovaglia capace di offrire un riparo sicuro alle imbarcazioni che vengono sorprese dai ricorrenti cicloni che arrivano da Sud-ovest.

Personaggi

In fondo, bastano un “manipolo” di 5 pescatori inglesi rudi e incazzati, un gruppo di 4 professionisti sognatori tra cui un’appassionata di letteratura ( magari italianissima) in fissa per la Woolf e, perché no, una giovane Virginia in vacanza a St. Ives che vive un’estate “tipicamente adolescenziale” (tipo che se la vede con i primi amore e roba del genere), alla luce intermittente del suo amato faro. Potrebbe anche vivere la storia raccontata nel romanzo… potrebbe fare di tutto, l’importante è che non scriva (troppo ovvio)!

Struttura

La vicenda del faro è perfetta per raccontare una storia dal sapore bucolico e nostalgico. Contiene tanti elementi interessanti e diverse linee drammaturgiche da intrecciare. Si possono individuate più storie legate, in modi ed epoche diverse, all’antico faro e, con un pizzico di fantasia e creatività, dando vita a bei personaggi, si può costruire un impianto degno di essere sceneggiato. Insomma, basta inventare una, o più, cornici da posizionare intorno alla storia principale (quella contemporanea della lotta contro la rimozione del faro), per avere in mano un bel progetto. S?intrecceranno luoghi (Italia, Londra, Cornovaglia, Isola di Sky), epoche, nazioni, universi e vite.

Insomma, è un gioco di scatole cinesi, una storia a matrioska che potrebbe divertire chi lo scrive e affascinare un pubblico di ogni genere.

L?atmosfera del film dovrà essere molto simile a quella della pellicola ?Svegliati Ned?. Panorami meravigliosi, personaggi caratteristici delle isole del nord, semplicità, pizzi, merletti, ruscelli, fiori di campo, cieli tersi, vernici fresche, imbarcazioni, il mare blu e – naturalmente – il faro? e il suo fascio luminoso.

Detective Mama

9 Febbraio 2007 Nessun commento


Idea:
Paola Carobbio
Nicolò Cavazzuti

Target: dai 18 in su.
Tipologia: documentario satirico.
Programma che informa, fa pensare, fa bene. Anche se si parla di droghe, non è volgare o tentatore. L?idea nasce da una striscia di Andrea Pazienza.
Durata puntate: mezzora televisiva.

Struttura
Ogni puntata deve spiegare – in modo chiaro e conciso con immagini strette sui particolari – alcuni indizi che aiuteranno le mamme a capire se il figlio o la figlia utilizzino sostanze stupefacenti. E soprattutto quali.

Un ex tossico hippy, col fisico ancora segnato da anni e anni di balordismo, inizierà a muoversi proprio come un detective, con lente d?ingrandimento a portata di mano, nell’appartamento o, se vive ancora in famiglia, nella camera da letto del giovane sotto esame. Scoprirà degli indizi (un cucchiaino con la parte convessa annerita, cartamoneta arrotolata nel portafogli, tracce di polvere bianca sugli specchi o le superfici molto lisce, comparsa di un bilancino, di mezzo limone nel frigor?) che lo aiuteranno a presupporre di cosa si faccia precisamente il proprietario della stanza.

Una volta stabilita la sostanza, l?ex-tossico spiegherà alla madre del ragazzo: cos?è, che effetti produce, le sensazioni, dove si acquista, quanto costa, etc?, poi cederà la parola ad un neuro-farmacologo del calibro di Gian Luigi Gessa. Dovrà spiegare gli effetti chimici che quella droga ha sul cervello, la dipendenza, cosa comporta il mix con altre sostanze psicotrope, etc?

Per finire, l?ex-tossico presentatore cederà la parola ad uno psicologo che avrà il delicato compito di spiegare ai genitori come comportarsi, come affrontare il problema col figlio, a quali strutture rivolgersi, etc?

Bookcrossing

5 Febbraio 2007 Nessun commento


Concept/Arena

In America si chiama Bookcrossing, ed è uno dei fenomeni socio-culturali del momento.

Per aderire, basta far circolare per il mondo un proprio libro, come un messaggio nella bottiglia? il libro inizia così un viaggio, le cui tappe sono legate agli spostamenti di chi trova il volume, lo legge, e poi lo riconsegna all’avventura di un nuovo lettore, comunicandone ? se vuole – la nuova ubicazione tramite e-mail.

Esistono, infatti, dei siti dove i libri in movimento vengono schedati per sapere dove sono stati lasciati, regalati, volutamente dimenticati, dati in beneficenza…

C?è anche un Forum per raccontare i motivi che hanno spinto a lasciare proprio quel libro tra le strade della città e cosa ci si aspetta possa suscitare nella persona che lo raccoglierà.

Condividere, e del tutto gratuitamente, sembra dunque essere la parola d’ordine del bookcrossing.
Particolare importantissimo. Sulla prima pagina interna del libro bisogna scrivere, utilizzando penne, pennarelli e tutto quel che si desidera, questa frase:
“Questo non e’ un libro abbandonato, ma un libro che cerca lettori. Chi lo trova, lo legga, lo faccia circolare, e ne dia notizia sui siti dedicati che si trovano su internet?.

Ambienti

E’ l?Italia, con le sue città più belle. Si parte con la prima puntata a Roma e poi si viaggia verso il nord e verso il sud, passando per Firenze, Siena, Urbino, Bologna, Bergamo, Como, Cagliari, Palermo, etc.
Ogni puntata verrà girata in una città diversa. La selezione delle arene avverrà sulla base del tema delle puntate e dei personaggi coinvolti nelle storie.

Personaggi

Il ?personaggio? fisso della serie è un libro con la copertina sdrucida, rossa, il cui titolo non verrà mai svelato. In realtà, di puntata in puntata, alcune battute dei personaggi o inquadrature del tomo faranno nascere dei dubbi nello spettatore, potrebbe essere che il titolo del libro misterioso sia proprio Bookcrossing, e che le storie raccontate nella serie non siano altro che i capitoli del volume. Lo svelamento del mistero andrà sempre in crescendo senza compiersi mai del tutto.
Questo libro misterioso, per magia, prenderà per mano lo spettatore e – di puntata in puntata – lo accompagnerà in un viaggio curioso, diretto nella vita di persone sempre diverse.
La novità del concept sta proprio nel chidere allo spettatore di affezionarsi alla vita e al destino di un oggetto, non di una persona.
Personaggi principali
Ogni episodio ha i suoi.
Il personaggio principale di ogni storia, infatti, è quello che trova il libro e, dopo diverse vicessitudini, lo riabbandona in un altro luogo, a un altro destino, seguendo appunto la filosofia del Bookcrossing. Vista la particolarità del concept, abbiamo deciso di non parlare

SOGGETTO

Libro maledetto (Rm)

Filippo è in auto, sta tornando a casa dal lavoro. C?è anche la sua ragazza Chiara. Si sono trovati dove lavora lei. Filippo è felice, rilassato e canticchia l?allegro motivetto che stanno dando alla radio. Lei ? invece – guarda fuori del finestrino, è seria. Nel sedile posteriore ci sono due telecamere, dei cavi, e altre borse piene di betacam. Fuori dall?auto? il centro di Roma e il traffico pazzesco delle 18. Chiara si lamenta un po? perché Filippo non le chiede niente circa la sua giornata lavorativa (è impiegata in un?assicurazione): ?(ironica) Sei proprio un compagno piacevole? mi riempi di attenzioni, mi chiedi sempre come ho passato la giornata, se voglio un caffé? una cioccolata con la panna? una passeggiata al parco. Non esagerare? potrei annoiarmi!? Squilla il cellulare, è il capo di Filippo, lo avvisa che dovrà lavorare anche la domenica per un servizio sul traffico delle strade che portano al mare (F. è un operatore televisivo). E? estate. Filippo accetta, chiude la telefonata e lo dice a Chiara: ?La gita a Ponza in programma nel week-end purtroppo è saltata. Devo lavorare. Mi spiace?. Chiara ci rimane malissimo, aveva voglia di un po? di barca a vela, e chiude il discorso seccata: ?Con te finisce sempre così! Solo lavoro, lavoro e lavoro!!! Anzi lasciami qui. Scendo. Mi sono proprio seccata!?.

Filippo è solo in macchina, è serio. Vede una banca, accosta l?auto al marciapiede e scende per fare un prelievo. Sul pianale del bancomat scorge un libro con la copertina rossa. Pensa che l?abbia dimenticato qualcuno. Si guarda attorno ma non vede nessuno. Lo sfoglia e si accorge della dedica in prima pagina: “Questo non e’ un libro abbandonato, ma un libro che cerca lettori. Chi lo trova, lo legga, lo faccia circolare, e ne dia notizia sui siti dedicati che si trovano su internet?. Decide di portarselo a casa, preleva i soldi dal bancomat, risale in auto, appoggia il libro nella sacca sul sedile vuoto e parte.
Filippo entra in casa, accende la luce ma subito si fulmina la lampadina. Nel buio, con un po? di difficoltà, appoggia tutta l?attrezzatura del lavoro sul divano. La telecamera però cade e si rompe. Filippo bestemmia. Prova ad accenderla ma non succede niente. Studia il problema ma non capisce cosa s?è rotto. Incazzato, lascia tutto lì e va verso il bagno. Si sveste, si lava, gli suona il cellulare. E? Chiara, ancora scocciata, gli dice che è stanca di essere sempre messa all?ultimo posto? e che quella sera non vuole vederlo perché ha già preso un altro impegno. Filippo chiede spiegazioni ma Chiara riattacca. Arriva a casa Pietro, il coinquilino/amico di Filippo. Si salutano ma Filippo, sempre più nervoso, preferisce stare da solo. Prende il libro dalla borsa e si butta sul letto di camera sua nella speranza di trovare un po? di pace. Inizia a leggere.
E? mattina, Filippo si alza, il libro è tra le coperte, si intravede un angolo. Va in bagno e durante il percorso si gratta un ginocchio che gli prude da morire. Nota anche che Pietro se n?è già andato. Inizia a lavarsi i denti ma il prurito è insistente. Continua a grattarsi. Si guarda il ginocchio e scopre un ponfo rosso molto gonfio, sembra la puntura di un insetto diverso dalla solita zanzara. Filippo torna in camera, cerca tra le coperte l?insetto ma non vede niente. Nota il libro tra le coperte e lo rimette nella sacca. Torna al letto e alza il materasso? niente. Sposta tutto il letto e vede per terra un ragno. Tira un urlo (Filippo ha una paura fobica dei ragni) e si schifa. Corre a prendere l?aspirapolvere, lo accende per aspirare il ragno, ma si sente un rumore strano (bzzzzz) e un odore fortissimo di plastica bruciata. L?aspirapolvere s?è fuso. Il ragno nel frattempo è salito sulla parete bianca, Filippo scaraventa l?aspirapolvere in un angolo, prende l?infradito di gomma e la scaglia sul muro per ucciderlo. Lo centra ma sulla parete rimangono l?impronta della ciabatta e il sangue dell?aracnoide. Che skifo. Con la carta igienica (ne tiene sempre un rotolo vicino al comodino), raccoglie il cadaverino e lo butta nel wc. Tira l?acqua. Disperato per il prurito al ginocchio, prova a chiamare Chiara per un consiglio sul da farsi. Chiara non risponde. Chiama Pietro il coinquilino/amico e gli racconta la vicenda. Pietro consiglia di andare al Pronto Soccorso. Il ponfo nel frattempo è cresciuto a dismisura e ha deformato anche l?aspetto del ginocchio. Solo l?idea di essere stato morso da un ragno fa impazzire Filippo. E? il panico. Si veste velocemente, prende le chiavi della macchina, il portafoglio dal comodino, la sacca dalla stanza (quella che contiene il libro?) ed esce di corsa.

Arriva al parcheggio sotto casa ma la macchina non c?è più. Chiama i vigili urbani col cellulare per sapere se è stata portata via, gli rispondono No. In effetti, non era in divieto. Filippo è nervosissimo, chiama i Carabinieri per denunciare il furto, viene invitato a presentarsi in caserma per esplicare le formalità del caso. Spiega che sta andando al Pronto soccorso e che li raggiungerà in caserma solo dopo. Passa un taxi vuoto e Filippo lo ferma per farsi accompagnare in ospedale.

Finalmente è al pronto soccorso, seduto in un corridoio nell?attesa della chiamata. Viene accolto quasi subito per la prima visita di smistamento. Guardano il ponfo al ginocchio. Filippo spiega la storia del ragno e il medico gli chiede se non abbia portato con sé il cadaverino dell?insetto per una più facile individuazione del problema. Filippo spiega che è finito nel cesso.
Ottiene il codice verde (caso non urgente) e viene invitato ad aspettare il suo turno. Gli dicono che passeranno un po? di ore perché hanno dei casi disperati in corso. Filippo si mette seduto nel corridoio dell?ambulatorio e inizia ad aspettare e a guardarsi in giro. Il ginocchio gli prude ancora da morire ma tiene duro e non si gratta. Inizia a prudergli anche la caviglia. Si guarda e scopre un altro ponfo. Si gratta, non riesce a sopportare quel prurito. L?orologio in sala segna le 11:47. Si gratta la caviglia e riprende a guardare le persone.

L?orologio di Filippo segna le 12:53. Sono già passate due ore. C?è un gran via vai di barelle, gente e dottori. Filippo inizia ad accusare la lunga attesa. E? spazientito. Anche il secondo ponfo è diventato grandissimo e gli ha deformato la caviglia. Filippo prova a chiamare Chiara sul cellulare. Non risponde. Annoiato, si ricorda del libro nella borsa. Lo prende e inizia a leggere.

L?orologio del corridoio segna le 16:04. Filippo è visibilmente scocciato. Piega l?angolo della pagina del libro per tenere il segno, lo chiude, si alza, bussa alla porta dell?infermeria e chiede spiegazioni sul suo turno. Gli rispondono di aspettare ancora un po? perché sono appena arrivati due casi urgenti per incidente stradale. Filippo riprova a chiamare Chiara. Non risponde. Riprende la lettura.

Sono le 18:42. Filippo è sull?orlo di una crisi di nervi. E? davvero incazzato, se le mangerebbe tutte quelle troie d?infermiere che continuano a gironzolargli intorno. Il mondo gli è passato davanti. Fa una nuova orecchia al libro (è ormai a metà) e lo rimette nella sacca. Si guarda i ponfi che nel frattempo sembrano essere regrediti e hanno cambiato colore. Gli squilla il cellulare. E? Chiara. Ha un tono strano, Filippo non capisce. Chiara gli comunica che non riesce più ad andare avanti così e che ha deciso di lasciarlo. Riattacca senza altre spiegazioni. Filippo rimane di stucco e in quel momento viene chiamato dall?infermiera: ?Signor Caputo! E? il suo turno!?

Il medico visita Filippo ma non capisce cosa siano quei ponfi. Gli viene prescritta una visita dal dermatologo. Filippo esce dal pronto soccorso. Non ha risolto niente, ha perso mezza giornata, la macchina; la telecamera e l?aspirapolvere sono rotti e – per di più – la tipa l?ha mollato! E? per strada, prova a chiamare Chiara ma il telefono è spento. Prova a casa e non risponde nessuno. E? disperato. Vede un taxi, lo ferma e si fa accompagnare in una caserma dei Carabinieri per la denuncia del furto. Durante il tragitto si guarda i ponfi che sembrano regrediti quasi del tutto.

E? mattina. Filippo è a casa, si sveglia, prende il cellulare e prova a chiamare Chiara. Non risponde. Il coinquilino è già fuori. Gli prude un gomito, si guarda e c?è un nuovo ponfo. Si guarda meglio e scopre ponfi un po? su tutto il corpo. Ha paura. ?Che cazzo mi sta succedendo?? Si precipita di corsa dal suo medico di base, a qualche isolato da casa, e gli spiega tutto l?accaduto. Il medico lo indirizza da un dermatologo specialista. Lo specialista va a visitarlo a domicilio. Dopo due minuti conclude: ?Non sono morsi d?insetto, questa è orticaria. Dobbiamo indagare le cause, devo prescriverle un bel po? di esami? potrebbe essere un?allergia, un?infiammazione, un tumore, l?ingrossamento di un linfonodo o di un organo interno. Tutto è plausibile con l?orticaria! Cos?ha fatto o mangiato di nuovo in questi giorni che non aveva mai fatto o mangiato prima?? Filippo ci pensa un po? e scopre che l?unica novità della sua vita è quel libro con la copertina rossa, forse maledetto, che ha trovato sul bancomat? infatti, da quando è entrato nella sua vita, tutto ha iniziato a girare male. Il medico lo guarda perplesso e riempie i moduli per gli esami. Gli prescrive due pastiglie di antistaminico al giorno per tenere tranquilla l?orticaria. E gli consiglia di evitare abiti stretti con elastici che stringano troppo. Gli chiede 180 euro e se ne va via. Filippo ci rimane malissimo. La visita in totale

è durata 5 minuti. Filippo è di nuovo solo nella sua stanza col l?orticaria, il libro maledetto e quei pensieri strani per la testa. Guarda il libro, lo gira, lo annusa. Lo odia. Prende una penna e scrive sull?ultima pagina: ?ATTENZIONE! Questo libro porta una sfiga clamorosa. Da quando l?ho trovato è successo di tutto. Mi hanno rubato la macchina, mi si è rotta la telecamera, l?aspirapolvere, mi è venuta l?orticaria e sono stato mollato dalla donna della mia vita, che amo da morire?. Filippo arriva ad una conclusione: ?Abbandono il libro!?. Mentre sta uscendo di casa incontra Pietro che sta rientrando. Si salutano e Pietro lo avvisa di prendere un ombrello. Sta piovendo.

Filippo s?incammina verso il centro. Cammina, cammina, arriva in una piazza con una chiesa, la stessa chiesa che contiene un quadro del Caravaggio che fa impazzire tanto Chiara. Filippo s?illumina. Pensa che la pioggia rovinerebbe il libro se fosse abbandonato in un luogo non protetto, in più è completamente convinto che la natura diabolica del tomo possa essere esorcizzata solo da un luogo sacro. Non ha dubbi, quella chiesa rappresenta il posto migliore dove lasciarlo. Lo appoggia, infatti, sull?inginocchiatoio di un bancone delle prime file.

Esce dalla chiesa ed entra in un bar. Ordina una birra. Guarda per terra e vede 5 euro. Il bar è semivuoto, nessuno fa caso a quella banconota. La raccoglie e se le mette in tasca. In quel momento gli squilla il cellulare. Sono i carabinieri. Lo avvisano che hanno ritrovato l?auto in un paesino e gli chiedono di presentarsi al deposito mezzi della caserma per il ritiro del mezzo. Chiusa la telefonata coi carabinieri Filippo prova a richiamare Chiara. Risponde. La telefonata è tesa, nessuno dei due sa bene che tono usare. Filippo però riesce a convincerla ad incontrarsi per delle spiegazioni a quattr?occhi. Chiara è refrattaria? ma accetta. Si danno

appuntamento per la sera successiva. Filippo è leggermente più sereno. Si guarda gli arti e non v?è traccia d?orticaria. Da quando il libro è uscito dalla sua vita, tutto ha ricominciato a girare per il verso giusto.

Filippo è a casa, sta chiacchierando con Pietro dei suoi problemi con Chiara. Durante la conversazione Filippo riprende la telecamera rotta in mano, l?appoggia su un tavolo ben illuminato e la guarda attentamente. Fa delle prove e capisce il problema. La batteria non aderisce bene ai contatti perché si è allargata la sede. Sistema il problema ingegnandosi con un pezzettino di rame. La telecamera funziona di nuovo. Escono a bere una birra vicino a casa per scaricarsi un po? i nervi.

Sono in un locale all?aperto. Filippo racconta a Pietro tutte le cose che gli sono successe negli ultimi giorni, suggerendo l?ipotesi del libro che portava sfiga. Pietro, poco incline a teorie strambe, mostra scetticismo. Filippo insiste. Pietro ride. Ma in realtà è preoccupato per l?orticaria dell?amico. La serata è in ogni caso piacevole, Filippo riesce a distrarsi. Vanno a ballare.

L?indomani, suona la radiosveglia di Filippo. Sono le 11. Alle 12:30 deve essere fuori dalla redazione per partire per il servizio sul traffico. Si alza, controlla il corpo e non vede ponfi. E? sollevato. Si prepara e va a lavorare.
(SCENE VELOCI) Filippo è al lavoro. Con la telecamera in mano diventa un pazzo scatenato. Ama cimentarsi con le inquadrature più impensabili, quelle che richiedono posizioni rocambolesche e pericolose. Filippo, nel suo lavoro, è un genio. (Questa carrellata d?immagini deve anche rendere la pesantezza dello sforzo fisico).

Filippo entra in casa. Butta tutta l?attrezzatura sul divano e, distrutto dalla giornata lavorativa, va a farsi una doccia. Pietro sta cucinando. Filippo esce dal bagno e si stende sul letto. Mette la sveglia alle 21. Alle 22 deve vedere Chiara. Si addormenta.

Filippo si sveglia, gli prude il dorso del piede destro. Si gratta. Guarda, è l?orticaria. Pensava di averla sconfitta, invece è tornata, più aggressiva di prima. Gli prude anche il ginocchio. Un altro ponfo. Gli prude lo zigomo sinistro. Non può crederci, fino a quel giorno non aveva mai avuto ponfi in faccia! Va a vedersi allo specchio e sembra un mostro. E? tutto gonfio, completamente sformato. Non può assolutamente vedere Chiara in quelle condizioni, anche perché lei non sa niente.

La situazione sembra preoccupante. Pietro esce di casa e torna con una confezione d?antistaminici appena comprati. Tutto il corpo di Filippo è pieno di ponfi. Sembra un mostro. Prende due pastiglie e si mette sul divano. Guardano la tv e parlano. Filippo sfoga tutta la paura e la sensazione d?impotenza che ha nei confronti dell?orticaria (non sa da cosa è causata, non può combatterla, lo debilita psicologicamente? può essere stordita solo a colpi d?antistaminico).
Sono le 22:30 e squilla il cellulare di Filippo. E? Chiara. Filippo non risponde, sa che lo andrebbe a trovare subito se sapesse che sta male. Non vuole farsi vedere in quelle condizioni. Riprende a parlare con Pietro e si dà dello stupido per aver solo creduto che un libro potesse portare sfiga.

Chiara è in piazza a Trastevere, dove si erano dati appuntamento. Riattacca. Guarda in cielo, si porta le mani agli occhi e inizia a piangere. Più chiaro di così! Lui non l?ama e non l?ha mai amata.

Filippo si sveglia il giorno dopo, si guarda il corpo. Sembra tutto ok. L?antistaminico ha fatto effetto. Per sicurezza ne inghiotte un altro. Chiama Chiara. Ha il telefono staccato. Si maledice, maledice l?orticaria, e chiede scusa al libro. Si prepara per andare al deposito dai Carabinieri a ritirare l?auto. Chiara sta camminando in centro, qualche isolato oltre l?abitazione di Filippo. E? una ragazza delicata, sensibile, insicura. Quando è disperata entra sempre in chiesa? è un suo vezzo, per il resto dell?anno non ci va mai. E? convinta che il rapporto con una dimensione trascendentale l?aiuti a superare i momenti difficili. Entra nella sua preferita, quella col dipinto del Caravaggio. Avanza tra i banconi e arriva alla terza fila. Si siede. Non fa nessun segno della croce. Guarda il personaggio dipinto sulla tela dritto in faccia, come se volesse dirgli che è incazzata anche con lui. Poi guarda sotto il bancone e vede il libro in bilico sull?inginocchiatoio. Incuriosita, lo prende, lo guarda, lo apre e legge la dedica sulla prima pagina. Divertita, decide di portarselo a casa. Ringrazia il quadro e se ne va.

Filippo ha le chiavi della sua auto in mano, sta salutando i Carabinieri e cammina verso la macchina. Sale e riparte. In auto prova a chiamare Chiara. Non gli risponde. Rientra a casa, Pietro non c?è, e si cucina qualcosa (questa immagine deve rendere l?atmosfera della solitudine). Gli prude la caviglia destra. E? un ponfo. Aveva le calze troppo strette. Corre in bagno, apre l?armadietto e inghiotte un antistaminico. Finalmente decide anche di andare a prenotare tutti quegli esami che doveva fare: ?Non è possibile andare avanti a botte d?antistaminico!?.
Chiara è a casa, sdraiata sul divano. Sta leggendo il libro. E? ancora visibilmente triste.

Filippo è alla Asl per prenotare gli esami. Sta aspettando il suo turno. Il suo cartellino segna il numero 118 e il tabellone luminoso segna 73. Si guarda il ponfo alla caviglia. Sembra regredito. Aspetta e si guarda in giro. Per la maggioranza vede solo persone anziane.
Chiara è ancora a casa e sta leggendo. Guarda l?ora e sono le 13.
Filippo è alla Asl e sta aspettando. Sul tabellone c?è il numero 89. Prende il cellulare chiama Chiara.

Chiara è a casa e sta leggendo. Suona il cellulare, guarda il display, vede che è Filippo e non risponde. Ma è combattuta.
Filippo continua ad aspettare.
Chiara continua a non rispondere. La chiamata s?interrompe da sola.

Filippo finalmente è allo sportello. Gli prenotano tutti gli esami dopo un mese e mezzo. Filippo sottolinea l?assurdità di una attesa tanto lunga, comunque sottoscrive e se ne va via incredulo e deluso.

Chiara è ancora sul divano, è poco dopo la metà del libro, vicino alla seconda orecchia che aveva fatto Filippo prima di abbandonarlo. Le squilla il citofono. Si alza di scatto e va a rispondere. Il libro cade per terra e si apre all?ultima pagina, quella con la dedica-sfogo di Filippo. Era solo il portinaio per una firma. Chiara si riavvicina al divano, vede il libro e riconosce subito in quella dedica una scrittura familiare. Legge e rilegge il messaggio e la firma. Non ha dubbi, si tratta proprio di Filippo. Capisce quanto sia stata affrettata nei giudizi, scopre tutto quello che gli è accaduto, scopre che la ama, e decide di correre subito da lui col libro in mano. Adesso è la donna più felice del mondo.

Filippo è appena rientrato in casa. Pietro non c?è. Gli squilla il citofono. Sorpreso va a rispondere. E? un fattorino. Lo fa salire. Apre la porta e vede uno scatolone. Si guarda in giro ma neanche l?aria del garzone. Apre il pacco e dentro c?è un aspirapolvere. In quel momento Chiara esce allo scoperto e gli salta addosso col libro ben in vista in mano. Filippo capisce che lei ha capito tutto e la bacia appassionatamente. Finiscono a letto, col libro. Dopo l?amore chiacchierano un po? e riprendono insieme la lettura proprio dalla pagina con l?orecchia. E? passata una settimana, sono al mare, Filippo sta scrivendo una nuova dedica sul libro, proprio sotto quella vecchia. Da quando l?oggetto è tornato, infatti, l?orticaria non si è più fatta vedere. Insieme a Chiara, decide di riabbandonarlo sulla spiaggia più bella di Ponza. La sensazione è quella della perdita di un amico caro. Però sono felici, sono anche riusciti a fare quel week-end in barca a vela che desideravano tanto.

Libro esca

E? il tramonto. Il libro è sulla spiaggia di Ponza. Passa un tizio abbronzato in costume (Matteo) e trova il libro. Lo apre, legge la dedica del Bookcrossing e decide di tenerlo.

Claudia è in libreria. Gira con gli occhi bassi da uno scaffale ad un altro. Sbatte contro la gente perché non solleva lo sguardo dalle copertine. Ogni tanto sorride e accarezza un titolo che ha amato particolarmente, ne prende un altro che l?attira, ne supera un altro ancora che sa di avere a casa abbandonato sotto chissà quale montagna. Intorno a lei scherzano, leggono, ridono o chiacchierano. Ma Claudia sembra vedere solo i libri e nient?altro.

Claudia si ferma davanti ad una pila più alta delle altre. Solleva un libro con la copertina rossa che non c?entra nulla con quelli che ha attorno. Sorride, seguendo le lettere del titolo con le dita (il titolo però non si capirà, il libro non sarà? mai dichiarato in tutto il film).
Non ha decisamente l?aspetto di un libro nuovo. La copertina è increspata dagli anni e dalle mani che l?hanno accarezzata. Claudia si guarda attorno perplessa ma nessuno sembra fare caso a lei. Apre il libro dalla prima pagina e trova la frase del Bookcrossing. Le sue sopracciglia sono sempre più vicine e la fronte sempre più raggrinzita.
?Che stranezza?? sussurra.
Mette il libro sottobraccio e va alla sala computer della libreria. Vuole saperne di più.
I posti sono tutti occupati. Ma dopo qualche secondo un ragazzo si alza. Claudia fa la sua ricerca sul bookcrissing finché non trova tutto quello che vuole sapere. Soddisfatta si alza col libro sottobraccio e torna al piano di sopra. Si ferma qualche minuto davanti alla pila su cui aveva trovato il libro. Ora più bassa di diversi centimetri. Si guarda intorno. I commessi sembrano tutti occupati. Con uno scatto si dirige verso l?uscita col libro sottobraccio senza guardare in faccia nessuno.

Quando crede di avercela fatta le si para davanti un donnone gigantesco. ?Ne approfitti perché hai la faccia pulita!??. Così dicendo l?afferra per un braccio e la trascina in un angolo appartato. ?E allora??. Claudia solleva gli occhi al cielo. Il braccio le brucia quasi quanto la pelle del viso.
?Ecco fatto! Me la sono cercata! E io che ucciderei pur di non sostenere una discussione? dice tra sé ma non abbastanza tra sé da non essere sentita. ?Vorrebbe essere una minaccia????. La faccia della donna si fa ancora più grande e più gonfia. Claudia risponde ?Quale minaccia? questo libro non è vostro!?
La gigantessa scoppia in una fragorosa risata che le fa ballare il seno come un budino mezzo squagliato. ?Ah, no? Senti bella moretta, questo posto è pieno di telecamere più del Grande Fratello?.
Così dicendo solleva il suo braccio elefantiaco e indica alcuni angoli del soffitto.
Claudia ha le mani sudate e la faccia rossa. Anche se sa di avere ragione e di poterlo provare, si sente a disagio e vorrebbe non essersi mai messa in questo pasticcio. Glielo si legge in faccia.
Timidamente apre il libro, lo solleva di qualche palmo sopra la sua testa in modo che la gigantessa possa leggere senza abbassarsi troppo. ?E questa che roba è? Ora ti toccherà proprio comprarlo bella, spero che tu abbia i soldi?. Claudia sbuffa. Tra sé e sé: ?Ecco la gente che prendono a lavorare in libreria, ecco perché al mio curriculum non ha mai risposto nessuno!?. Dopo aver fatto quattro lunghi respiri cerca di spiegare tutto alla commessa che non ne vuole saperne e decide di passare la cosa ?Ai piani alti?. Claudia non ne può più. Sale le scale a capo chino dietro l?elefantessa. Questa le fa cenno di aspettare dietro una porta che le chiude in faccia. Claudia avvicina l?orecchio alla porta ma non sente nulla. Fa appena in tempo a spostarsi per evitare un colpo sull?orecchio ed entra nella stanza col cuore che ancora le batte per lo spavento.

La commessa esce chiudendosi la porta e Claudia resta sola in una stanza. Intorno a lei tutto sembra uscito da una rivista di arredamento. Assolutamente impeccabile, da far venir voglia di buttar tutto qua e là all?impazzata!

Claudia è così assorta in questi pensieri che non si accorge di qualcuno alle sue spalle. Quando una voce maschile la riporta alla realtà, Claudia salta sulla sedia e si mette dritta.

?Signorina, mi dispiace molto per l?equivoco. Ho seguito la questione dalle telecamere e le porgo le mie scuse. Edvige è, come dire, molto zelante??. Claudia lo guarda incredula. La sua diffidenza non le permette di rilassarsi. ?E in ogni caso ? conclude – se avesse deciso di comprarlo avrebbe fatto una grande scelta?.
Claudia ha le labbra incollate. L?uomo che le siede davanti ha più o meno la sua età, i capelli neri ricci e spettinati e gli occhi azzurri (è Matteo, l?uomo che ha preso il libro a Ponza, il direttore della libreria). ?Mi sembra troppo giovane e ribelle per fare il dirigente?. Le risponde col sorriso «Lo prendo come un complimento. In realtà faccio le veci di mio padre che sta facendo il giro del mondo. Un rigurgito di gioventù». Lentamente Claudia scioglie la diffidenza. «Ho letto questo libro molte volte. Ne conosco persino qualche parte a memoria. Lo amo a tal punto che ogni volta che lo incontro in libreria, nelle edizioni che nel tempo della mia prima volta si sono succedute, non posso fare a meno di aprirlo. E così?»

Parlano di una quantità infinita di tempo. Si scambiano i numeri di telefono.

Claudia torna a casa col sorriso ebete stampato sulla faccia. Era da tempo immemorabile che non le capitava. Si butta sul letto con sguardo trasognato e apre il libro. Non può fare a meno di pensare a tutte le mani che l?hanno accarezzato. Si addormenta con gli occhiali sul naso e la luce ancora accesa.

Passano alcuni giorni. Claudia ha perso il sorriso ebete ed è ripiombata nella sua diffidenza. Ha liquidato tutti per l?incontro con Matteo con un «Peccato» quasi sputato in faccia alle amiche più care. E? a casa. Con la mano sinistra tiene un libro aperto, con la destra accarezza il suo gattino da ringhiera.
Squilla il cellulare. Sul display lampeggia un numero col prefisso di Milano. Claudia lo osserva senza metterlo a fuoco per qualche secondo e poi risponde. E? Matteo, il direttore della libreria, che la invita per un aperitivo a Campo dei Fiori. S?incontrano e subito si riaccende l?energia di quel primo incontro.

Ne seguono almeno una decina. (Immagini della coppia insieme corrono sullo schermo). Claudia è soddisfatta. Dal primo aperitivo non ha più aperto il libro.
Una mattina, nel riordinare la stanza le ricapita sotto gli occhi. Era finito sotto il letto. Ha un?ora libera e decide di ricercarlo in Internet per conoscere la sua storia ed, eventualmente, scegliere dove abbandonarlo a sua volta. Il codice scritto sul libro risulta inesistente. Claudia è perplessa. Cerca il numero della sede del Bookcrossing per chiamare ed effettivamente ne trova uno. Telefona e parla con un tizio gentile, Nicolò, che le spiega che certe volte capita che la gente sbagli a ricavare il codice o semplicemente, per pigrizia o chissà quale strano motivo, ne mette uno inventato. Le racconta qualche esempio divertente. E le chiede di

tenerlo informato.

Claudia è incuriosita e chiama Matteo per raccontargli tutto. Lui non risponde al cellulare. Claudia ha del tempo libero e decide di raggiungerlo in libreria. Prima di salire al piano di sopra decide di fare un giro e così butta un occhio alla fatidica pila di libri. Qualcosa attira la sua attenzione. Un altro libro con la solita copertina sdrucita. E? un titolo diverso. Lo apre e vede la frase del Bookcrossing. Un tremito la scuote. Solo allora Claudia si ricorda che potrebbe essere osservata da qualcuno e così riposa il libro con naturalezza e si allontana sedendosi in una poltrona, dalla quale può tenere sott?occhio la pila.

Una biondina carina si avvicina al libro. Lo apre e ripercorre più o meno le sue mosse. Claudia la segue tenendo davanti al viso un enorme atlante geografico. Edvige arriva puntuale. Stessa scena, stesse battute. Claudia è sconvolta. Un sospetto le si insinua nella mente. Le due sono ormai al piano di sopra. Claudia va in bagno, si scompiglia i capelli e si mette gli occhiali, cercando di rendersi il più irriconoscibile possibile, poi approfittando di un attimo di distrazione sale al piano di sopra. Freme dietro la porta mentre ascolta in silenzio. Le frasi sono più o meno le stesse che ha sentito lei la prima volta. Si morde la bocca per non sfondare la porta. Ma quando si arriva al momento dello scambio del numero apre la porta con violenza (Nella libreria risuona ?Dolce Nera? di De Andrè). Segue una scenata e la biondina se ne va sconcertata. Claudia sbatte le mani sulla scrivania e fa volare tutto quello che le sta sopra.
Matteo le confessa tutto. E? un suo gioco per rimorchiare le ragazze. Edvige che lo ama come un figlio gli regge il gioco. Non tenta neanche di convincerla che con lei è diverso. Si prende la responsabilità delle sue azioni e riceve rassegnato lo sfogo di Claudia. Claudia torna a casa a passi lenti. E? stanca e abbattuta. Non riesce a non pensare

ai bei momenti passati con lui. Si odia per essere stata così stupida. Chiama un?amica e passa una mezz?ora al cellulare seduta ad una panchina di parco Vetra. Poi chiude la conversazione e beve due birre, tre, quattro. Non ha la forza di tornare a casa e resta così inerte, tanto inerte che si addormenta sulla panchina.

Si sveglia con un senso di viscido sulla faccia. Apre gli occhi e vede un enorme naso nero e una lingua rosa. Strabuzza gli occhi e scatta seduta. Davanti a lei un cane la osserva scodinzolante e accanto una ragazza giovane legge un libro stretta nell?angolo di panchina lasciato libero dal suo corpo. Claudia impiega un po? di tempo per mettere a fuoco la situazione, poi tenta maldestramente di mettersi dritta. La giovane allora la guarda e nel movimento fa cadere il libro dalle ginocchia. E? il libro del Boockrossing. La giovane diventa rossa e inizia a balbettare. ?Scusa, scusa, non volevo rubartelo vedi? sono rimasta qui seduta? ma sono venuta al parco con un libro sottile e l?ho finito subito? così stavo andando via quando ho visto il tuo poggiato qui sulla panchina e allora??
Claudia non è affatto arrabbiata. ?E Tu chi sei?? dice rivolta al cane. ?Lui è Merlino? scusa, ti abbiamo svegliato. Tra me e lui non si sa chi sia stato più invadente!?.
Claudia continua ad accarezzare il testone nero. ?Sai che ti dico? Il libro non è mio. Prendilo pure. Io l?ho già letto più volte. Spero che ti piaccia!?. La giovane tenta di protestare ma Claudia è risoluta. Si salutano. La ragazza se ne va col suo cagnone e il libro, mentre Claudia s?incammina verso casa barcollando. L?alcool, la stanchezza e la frustrazione sono un mix micidiale. Si addormenta vestita.
L?indomani, la prima cosa che vede aprendo gli occhi è la lattina di cocacola che si è rovesciata sul comodino. Il danno è più grave del previsto, richiede un intervento rapido per salvare il salvabile. Claudia si attiva, con uno straccio umido e uno spray multiuso pulisce la cocacola rappresa sul comodino, sul telecomando della tv e sulla base della sveglia. Scopre che ne è caduta parecchia per terra, anche sotto il comodino. Si abbassa per pulire e vede un libro vecchio e impolverato. Lo prende. Lo pulisce con la mano. E? lo stesso titolo del libro che ha regalato alla ragazza del parco. E? la copia che non trovava più da tempo. E? strano, ma neanche ora, che le ricorda Matteo e tutta la presa in giro, non riesce ad odiarla. La pulisce per bene e la rimette nello scaffale della libreria di casa. Lo guarda un po? perplessa? E? contenta di aver regalato il libro alla padrona di Merlino però sente che manca qualcosa. Quel libro non è nato per essere prigioniero. E invece lei l?ha dato via come se fosse stata una cosa sua. Una sua proprietà, senza spiegare nulla. Via, come una scarpa vecchia, via, come qualcosa che si ha fretta di allontanare da sé.
Il senso di colpa le morde lo stomaco. Claudia riprende il libro dallo scaffale convinta che la cosa migliore da fare sia rimetterlo sulla strada, liberarlo. Prende una penna e scrive sulla prima pagina la frase del Bookcrossing. Prima di riabbandonarlo, però, vuole regalare al libro una vera identità. Da sola non sa come fare. Le viene in mente Nicolò, il ragazzo simpatico del call-center e richiama. Questa volta risponde una voce femminile che non si dimostra molto interessata alla questione. Claudia le lascia lo stesso il suo numero, nel caso il ?ragazzo tanto disponibile? la volesse richiamare.
Alla sede dei Bookcrosser due tizi stanno parlando. Una volontaria appena ?assunta? racconta che, qualche ora prima, ha chiamato una tipa agitata che straparlava di un libro misterioso a cui voleva dare non sapeva che identità. Di una libreria e di non sapeva che codice sbagliato.

Nicolò passa accanto alla scrivania e sente il discorso. S?intromette. ?Ce ne fossero qui dentro di pazze così??. Si fa dare il numero e se ne

va sdegnato da tanta superficialità.

Claudia è al parco, seduta nella stessa panchina del famoso incontro con la ragazza del cane Merlino.

Nicolò la richiama sul cellulare. Claudia è così contenta che gli racconta tutta la storia. Lui è commosso da quest?attaccamento viscerale nei confronti di un libro e le propone di vedersi per aiutarla a dargli un nuovo codice giusto.

S?incontrano al parco Sempione. E? lei a scegliere il posto, ama i parchi. Naturalmente, come elemento di riconoscimento si sono dati il libro. Arriva Nicolò e Claudia ha un tremito, è eccitata dal nuovo incontro. Nicolò si rivela simpatico, dolce e supersensibile, inequivocabilmente gay. Passano insieme un pomeriggio fantastico. Attribuiscono al libro un codice nuovo e al tramonto Nicolò decide di accompagnare Clara alla stazione. Deve andare a Bologna. Uscita dalla stazione, Clara bacia il suo libro e lo abbandona sulla sella di una vespa arancione parcheggiata lì davanti.
Claudia se ne va serena, e va bene così.

Libro vagabondo (Bo)

Ludovica è un giovane avvocato di Bologna. Sta praticando in uno degli studi legali più prestigiosi della città. E? una tipa in gamba, carina, stile particolare, solare, brillante? ma anche molto sensibile. Il suo problema? In studio, nessuno la considera minimamente (più per un?insana abitudine consolidatasi nel tempo in quell?ufficio che per questioni personali o professionali). Questo meccanismo disturba psicologicamente Ludovica. Ma è una che combatte, non ha ancora smesso di cercare l?occasione per il grande salto.

Un pomeriggio, Ludovica esce dallo studio. Di fretta come al solito. Deve scappare a fare la spesa perché ha degli invitati a cena. Deve anche preparare la tavola e cucinare. E? nel panico. Sono già le sei e mezza. Aggancia la ?cartella? al mollettone dello scooter, leva il block dal freno a disco e parte velocissima.

E? al supermercato vicino alla stazione dei treni, sempre di fretta, col cestino della spesa sul braccio, ormai stracolmo di cose. Corre da uno scaffale all?altro come una pazza.

Esce piena di sacchetti e s?incammina verso lo scooter. Mentre sta sistemando la spesa sul motorino, vede poco più in là un libro appoggiato sul sellino di una vespa arancione. Finisce di sistemare la spesa e incuriosita lo prende. (Movimenti lenti) Lo annusa, lo sfoglia, si accorge della dedica del Bookcrossing, decide di leggerlo e lo mette in uno dei sacchetti stracolmi della spesa.

Accende il motorino ma le suona il cellulare. E? un numero privato. Risponde, è un uomo, sembra straniero, le dice che era presente all?incidente stradale di cui si sta occupando (tra le tante cause) il suo studio legale, e che sa chi è il colpevole e che vuole testimoniare, ma non è sicuro, perché non è ancora in regola col permesso di soggiorno e non vuole problemi con le forze dell?ordine. Ludovica non crede alle sue orecchie? finalmente l?occasione che aspettava tanto forse è arrivata. Finalmente tutti i biglietti da visita lasciati a quei curiosi (forse testimoni), che si ammassano attorno alle scene degli incidenti, avevano portato a qualcosa. Non proprio corretta come abitudine professionale ma sempre proficua.
Infatti, l?uomo vuole incontrarla per parlarne di persona e le lascia il cellulare. Non è ancora convinto. Ha paura della polizia. Ludovica prende la penna dalla tasca della giacca ma non ha un foglio. Si ricorda del libro nel sacchetto e segna su una pagina a caso il numero di cellulare e il nome dell?uomo: Hafid.
Ludovica chiude la telefonata accompagnando il gesto con un segno di vittoria. Ha un bel sorriso. Dà due baci al libro e lo rimette in un sacchetto della spesa attaccato al mollettone dello scooter. Parte.

Il terreno è sconnesso, una buca fa sobbalzare la spesa e il libro prende il volo. Ludovica non se n?accorge e fila dritto. Il libro cade sul marciapiede.

Ludovica è a casa. Sta sistemando la spesa e inizia a cucinare. Cerca tra le buste il libro ma non lo trova. E? tardissimo. Gli amici arriveranno in mezz?ora. Cerca in tutti i sacchetti ma niente. Il libro è scomparso.

Sul marciapiede passa un ragazzotto sportivo su uno skateboard con uno zaino (tutto scritto) sulle spalle. Il marciapiede è stretto e il libro risulta un impedimento. Il ragazzo, Enri, ferma la tavola col piede e se la fa saltare in mano. E? un numero che gli esce bene. Poi raccoglie il libro. Lo guarda, lo gira più volte, legge la quarta di copertina e lo apre. Vede la dedica del Bookcrossig. Accetta il compromesso, se lo mette nello zaino e riparte con la tavola.

Ludovica sta cucinando, non può proprio abbandonare i fornelli per andare a cercare il libro in strada? decide di chiamare Libera, una delle invitate, si spiega e le chiede la cortesia di ripercorrere la stessa strada col motorino per vedere se lo trova. Libera accetta.
Ludovica è comunque nervosa. Gli amici arriveranno presto, niente è ancora pronto e il libro si è volatilizzato insieme al numero di Hafid (il testimone). Si maledice per essere stata così sbadata. Riprende a cucinare.

Enri entra in casa sua, va in camera e butta tutto sul letto (scopriamo dal numero di bombolette spray accomodate per terra e dai graffiti sulle pareti della casa che è un ?tagger?). Si prepara una canna e va sul balcone a fumarsela in compagnia del libro. Accende il joint e apre il libro. Inizia a leggere. Prende il cellulare e chiama ?Pizza Express?, ordina una prosciutto e funghi, una birra e una coppetta di gelato. Arriveranno in mezz?ora.

Riprende a leggere.

A casa di Ludovica sono già quasi tutti a tavola (in 4), mancano solo Libera e Valeria (tot. 6). Finalmente suonano, si apre la porta, sono loro. Ludovica guarda subito Libera – trepidante – in attesa di una risposta. Libera le dice di non aver trovato il libro da nessuna parte. Ludovica ci rimane malissimo ma fa finta di niente e saluta anche Valeria. Si siedono. Inizia la cena.

Suona il citofono di Enri, è ?Pizza Express?. Enri appoggia il libro sul cornicione, si alza e va rispondere. Ritira la merce e si riposiziona sul balcone. E? una serata estiva? molto piacevole, fresca e costellata di stelle. Enri appoggia il cartone della pizza sul cornicione, prende la cocacola, la stappa e l?appoggia sul cornicione? che in quelle occasioni si trasforma in una vera e propria tavola imbandita a festa. Inizia a mangiare la prima fetta e a guardare il cielo. Gli suona il telefono di casa, si alza di scatto, riappoggia la fetta di pizza nel cartone e corre a rispondere. Senza accorgersene, nell?andarsene, urta con una spalla l?angolo del cartone? si sposta un po? e puff? spinge il libro giù dal cornicione. Enri non si accorge.

Ludovica mette in bocca il primo pezzo di pollo al curry, ma sembra aver perso la fame. Gli amici chiedono spiegazioni e lei si sfoga. ?Sembrava tutto fatto e invece? ho perso l?unica occasione buona della mia vita. Sono una scema? Avevo il cellulare del testimone per il caso Muscoli eeee? l?ho perso! Che rincoglionita. Chissà dov?è quel libro adesso! Un innocente rischia la galera per colpa mia!?.

Il libro cade lungo tutto il palazzo di Enri dritto in un cestino della pattumiera. Lui è in casa, al telefono. E? sua madre per sapere come sta. E? logorroica, lo tiene alla cornetta per più di mezz?ora.

Riccardo, un amico di Ludovica, chiede più spiegazioni sulla natura del libro e lei racconta della dedica sulla prima pagina. Riccardo conosce benissimo il Bookcrossing, l?aveva già incontrato negli States quando si era trasferito per il master di un anno.

Enri è di nuovo sul balcone, riprende la fetta di pizza in mano, si lamenta? è fredda, la finisce. Ne prende un?altra dal cartone e si accorge che non c?è più il libro. Guarda di sotto e non vede niente. Pensa che l?abbia già ritrovato qualcun altro. ?Amen, pericoli del Bookcrossing! Peccato però, mi aveva già preso.?

Riccardo consiglia a Ludovica di seguire le tracce virtuali del libro su Internet, navigando tra i siti dedicati al Bookcrossing. ?Può essere un?idea!? Peccato però che Ludovica non si ricordi nemmeno il titolo di quel libro. Ritrova comunque una speranza. Continua la cena in un clima più disteso.

E? notte fonda, due gatti s?inseguono in un vicolo, una barbona molto anziana sta frugando nei cestini della spazzatura. Arriva a quello con dentro il libro. Lo trova, lo guarda ma un forte dolore la prende al petto. E? un infarto. Muore sul colpo e molla il libro che cade vicino a lei.
Passa una volante e nota la barbona per terra. Si ferma per un controllo e la scopre morta. Il poliziotto che sta raccogliendo le informazioni del caso vede il libro. Lo prende, lo guarda, non lo trova per nulla interessante, anche ai fini dell?indagine, e lo ributta nel cestino. L?ambulanza, arrivata nel frattempo, porta via il cadavere dell?anziana signora.
Albeggia e si vedono i camion della spazzatura all?orizzonte. Procedono con fare ozioso sulla strada dove abita Enri, producono rumori insopportabili e puzze terribili ma ripuliscono la città. I netturbini a mano svuotano anche i cestini. Il libro cade in uno dei camion, la pressa si mette in azione e schiaccia tutto. Il mezzo pesante riparte.
Il camion arriva alla stazione ecologica e svuota il contenuto nel container di smistamento. Il libro però cade sul tettuccio di una Jeep di un dipendente parcheggiata lì sotto.

Suona la sveglia, Ludovica si alza, accende il computer e va in bagno. Torna al computer per mettere le varie password e va in cucina. Si prepara un caffé e telefona allo studio legale dicendo che non sta bene, quel giorno preferisce riposare. Torna al pc, si collega ad Internet e cerca i siti sul Bookcrossing. Prova a capire quale sia il migliore per l?Italia e lo trova. Scopre che sono ormai più di 1000 i libri che girano liberi nel Paese e che tanti di loro hanno un codice di riconoscimento da utilizzare sul sito. Così si riesce a scoprire la storia/percorso che hanno vissuto. Ludovica rimane affascinata da quella sorta d?inventario virtuale? paradossalmente rende i libri umani. Adesso hanno un passato, un presente, un futuro; hanno amici, nemici, case, luoghi, ricordi, fratelli e sorelle, in breve? hanno una vita.

E? mattina, la Jeep alla stazione ecologica riparte, il netturbino ha terminato il turno. Sono le 8. Il libro si è ben accomodato sulle scanalature del tetto della macchina e resiste ai sobbalzi. Ad una curva a gomito, però, prende il volo e cade in un?aiuola affianco alla strada.

Ludovica è sempre su Internet, sta provando a cercare qualche indizio sul libro. Si è accorta che sono proprio parecchi i messaggi dove segnalano il luogo di ritrovamento dei libri insieme a quello di abbandono. Cerca di trovare qualcuno che parli di quel supermercato, una vespa arancione? nulla.

Un anziano signore lancia un bastone al suo cane? anziano anche lui. Il cane parte, il bastone è caduto nell?aiuola vicino al libro. Il cane arriva, vede il bastone, lo annusa, ci piscia sopra e prende il libro. Lo riporta al padrone che, rincoglionitissimo, non si accorge nemmeno che sia un libro? lo rilancia al cane ma finisce nel cestino posteriore di una bici olandese guidata da una giovane donna incinta. Il cane inizia a rincorrere la tizia in bici e ad abbaiare, lei ? spaventata – non capisce e urla, il padrone tenta di richiamare l?animale. Il cane abbaia, la donna pedala sempre più veloce, il padrone urla. Un marasma. Il cane si ferma.

Ludovica è in cucina, sta preparando una ricca insalata, mette un filetto sul fuoco e guarda il telegiornale. Sempre guerre, attacchi, morti, casini? spegne la tv. Non ha voglia di pugnette. Mette il filetto su un piatto, prende la ciotola dell?insalata e si avvia al computer. Mangia e naviga su Internet per cercare il suo libro. Scopre cose incredibili? tipo? che esiste anche una catalogazione dei libri italiani che stanno girando all?estero. Sono 11. Legge le loro storie. Si appassiona sempre di più all?Universo del bookcrossing.

La tizia incinta parcheggia la bici all?ingresso del suo condominio, chiude la ruota con la catena e se ne va. Poco dopo, un giovane ragazzo slega la catena e prende la bici per andare a fare delle commissioni. Deve arrivare alle Poste entro le 15. Mancano 15 minuti. Deve attraversare un pezzo di città. Per fare prima, sceglie un percorso più breve, fatto di vicoli, vicoletti, piazze, aree pedonali e? una lunga scalinata (da bambino l?aveva affrontata almeno 1000 volte. Era uno dei suoi divertimenti preferiti). Ha una paura tremenda. Si lancia, titubante, nell?impresa. Ce la fa, ma il libro cade dal cestino posteriore della bici su un gradino. Il giovane tizio fa un sorriso per averla scampata nuovamente e scappa via. Lui quel libro non sapeva neanche d?averlo.

Ludovica è al bar con l?amico Riccardo, che le piace anche un po?. Si era già capito dalla prima cena. Stanno parlando della loro giornata e Ludovica racconta la sua ricerca. Nasce un po? d?intimità ma niente di che. Tutto velatissimo. Riccardo la invita a cena da lui alle nove. Accetta. Prima bevono un altro drink? ?Ma cos?è? dobbiamo ubriacarci per farci?? dice lei?

Il libro è nel cono d?ombra che forma la luce del sole sullo scalino. Infatti, nessuno lo vede. (Immagini veloci) Fiumana di gente che passa senza accorgersi del libro con luce del cielo che cambia. E? sera.

Ludovica è a casa di Riccardo, sono seduti a tavola, lui è bellissimo, lei imbarazzata. Mangiano, bevono ancora, l?atmosfera si fa sempre più elettrica. Vanno al pc per la ricerca, lui vuole aiutarla. Le mani si sfiorano sulla tastiera, i sospiri aumentano. Lei lo vuole, lui la vuole. Vanno a tavola. Il cibo è buonissimo e le candele sono accese. Mangiano. Si baciano. Finiscono a letto. Fanno.

E? notte fonda. Il libro è ancora sullo scalino. Solo i piccioni sembrano farci caso.

E? mattina, Ludovica si alza accende il computer e decide di mandare una mail al sito italiano del bookcrossing, chiedendo informazioni sul suo libro? lasciato davanti al supermarket della stazione il 3 luglio sulla sella di una vespa arancione.

C?è vento. Un tizio, alto, magro, 38 anni, giacca, cravatta e mocassini sta scendendo di corsa la famosa scalinata. Ha frettissima, in una mano la 24ore, nell?altra il cellulare. Sta parlando col capo. Preso dalla fretta e dalla telefonata non vede il libro, inciampa, cade per terra e rotola. Il cellulare si rompe in mille pezzi, la 24ore si apre, tutti i fogli volano via. Il tizio si è sbucciato un ginocchio ed è pieno di botte. Si rialza, rimette a posto il vestito, recupera i fogli per terra e i pezzi del cellulare. Butta tutto nella valigetta e la richiude. Si gira verso il libro, lo prende, ci sputa sopra e con un gesto liberatorio lo lancia lontano.
Ludovica è allo studio legale. Nessuno le chiede come sta. Di nascosto va su internet per controllare se qualcuno ha risposto al suo appello. Niente. Prova con la sua e-mail? niente. Ritorna a lavorare. Manda un sms dolcissimo a Riccardo. Non risponde.

Il libro cade sulla testa di una signora che sta camminando nella via sotto la scalinata. La tizia cade per terra, un passante vede la scena e la soccorre. Niente di grave, solo un bernoccolo. ?Adesso anche i libri possono ammazzarti!!!?. La tizia prende il tomo tra le mani. Vede che è sporco e lo pulisce con un fazzoletto di carta. Lo apre e legge la dedica di Bookcrossing. ?Come faccio a non leggerti? sei caduto dal cielo!? Lo mette nella borsetta e riprende il suo percorso.

Ludovica sta bevendo un caffé alla macchinetta dello studio. Sente nel corridoio due capi che stanno discutendo proprio il caso Muscoli. ?Non abbiamo in mano niente per scagionarlo? tutte le prove raccolte portano a lui. E alla fine credo che sia davvero colpevole! Siamo alla fine del dibattimento e non manca molto alla pronuncia di primo grado… Se non troviamo niente si parla di 4/5 anni di galera? (per il conducente dell?auto che ha ammazzato il ragazzo ed è fuggito. Non è il signor Muscoli, proprietario dell?auto individuata, ma un altro tizio con un?auto identica, di cui Hafid ha il numero di targa).

La signora col bernoccolo entra in un negozio per comprare una camicia che ha visto in vetrina. La prova, paga ed estrae dal portafoglio una banconota da 500 euro. Le danno il resto. Esce.

Dal nulla sbuca un ragazzetto che le strappa la borsa dalla spalla e scappa via. La tizia urla. Il ladro non si vede già più. Per non dare nell?occhio, dietro al primo angolo, il bastardello nasconde la borsa in una busta di plastica e sale sul primo autobus che vede arrivare alla fermata. Si siede agli ultimi posti. Leva il portafogli, il cellulare, e lascia tutto il resto nella busta sul sedile. Scende alla fermata successiva contento per il bottino.
Ludovica è ancora alla sua scrivania. Si guarda in giro e va su Internet.
Finalmente c?è una risposta al suo appello. La legge, è Nicolò, il tizio che ha aiutato Claudia a dare il codice al libro. Finalmente Ludovica è entrata in possesso del titolo e del nome dell?autore. Adesso può conoscere tutta la vita del suo libro. Prima, però, scrive un?altra mail al sito del Bookcrossing chiedendo di essere contattata da chiunque entri in possesso di quel libro. ?Aiutatemi, su una delle pagina c?è un numero di telefono per me importantissimo??

Il libro è nella borsa, nel sacchetto, sul sedile dell?autobus. Si siedono molte persone lì accanto ma nessuno ci fa caso. Il sacchetto, infatti, sembra sempre di qualcuno. L?autobus finisce la giornata e torna alla stazione di ricovero mezzi. L?autista fa un giro di controllo e nota la borsa. Vede che manca solo il portafoglio e capisce che si tratta della rimanenza di un furto. Va dalla polizia e consegna la borsa.

Ludovica guarda l?orologio, manca mezz?ora e i capi sono già spariti. Fa un ultimo salto su Internet ma nessuna risposta sul libro. Ludovica prova a chiamare Riccardo? ha il telefono spento. Gli manda un altro messaggio. Chiede spiegazioni.

E? mattina, il poliziotto Andrea (lo stesso della scena con la barbona morta d?infarto) rivede il libro sulla scrivania del collega. ?Cavolo fa qui quel sudicio libro? L?avevo buttato nella pattumiera! Non è possibile, me lo trovo sempre tra i coglioni! Fammelo vedere?. Lo sfoglia. Nota la dedica del bookcrossing, lo osserva ancora meglio. Vede dei numeri scritti in piccolo dietro l?ultima pagina prima della copertina. Vede il numero di telefono di Hafid. Lo riappoggia alla sua scrivania e se ne va pensieroso.
Arrivano due agenti con un ragazzotto giovane tra le braccia. E? Enri, l?hanno beccato a scrivere tag sui vagoni dei treni (train-bombing). Lo fanno sedere davanti alla scrivania dove c?è il libro. Arriva l?agente Andrea. Si siede, lo guarda. Enri inizia a parlare del libro

e racconta di averlo perso una sera? Poi inizia a fare domande? E? molto più curioso del perché quel libro si trovi su quel tavolo? che del suo futuro giudiziario. Andrea l?agente si stupisce per un atteggiamento così schizofrenico e decide di assecondarlo: gli dona il libro.. ?(ironico) Tienilo! Ti farà compagnia dietro le sbarre?.

Ludovica viene svegliata dal bip di un messaggio. Pensa che sia finalmente Riccardo, non è così. Solo un?amica.

Sono le 14. Enri si alza dal letto, guarda il verbale della multa, accende il computer, lo fotocopia con lo scanner, insulta il sistema, mette la copia in un quadretto e l?appende al muro. Vicino? ecco un altro verbale? motivo? Il 14 luglio 2004 si aggirava a petto nudo nel piazzale di San Pietro a Roma. Enri ama attaccare al muro le multe più strane!
Si allaccia ad Internet, vuole mandare un nuovo disegno ad un amico writer per creare degli adesivi da attaccare in giro per la città.
Per curiosità visita il sito del Bookcrossing. Tra i vari messaggi nota quello di Ludovica. Prende il libro in mano e lo sfoglia. Vede il numero di Hafid e risponde subito via e-mail a Ludovica.

Ludovica è in ufficio, va su Internet controlla l?e-mail e vede il messaggio di Enri. Legge, esulta, è strafelice. Lo richiama al volo per ringraziarlo e gli dice che può tenersi il libro, a lei serviva solo il numero di telefono. Vuole offrirgli una cena per ringraziarlo. Enri accetta. Si sentiranno dopo qualche giorno. Ludovica è impegnata a risolvere l?inghippo del caso Muscoli.

E? passato qualche giorno. Ludovica arriva in ufficio, tutti le fanno grandi sorrisoni e le chiedono come sta, se vuole un caffé.. del tè?
Come ogni mattina, Ludovica si siede alla sua postazione ma è stupita. C?è una strana atmosfera di vittoria nell?aria. C?è armonia. Inizia a sfogliare le pratiche e un capo la raggiunge alla scrivania con un mazzo di tulipani arancione e una lettera. Si complimenta con lei per il lavoro fatto col testimone del caso ?Muscoli? decisivo per vincere la causa e far trionfare la giustizia. Poi storce il viso e le dice che però ha una brutta notizia. ?Lo studio ha deciso di denunciarla all?Ordine degli Avvocati per condotta non idonea ai criteri deontologici fissati nel codice della professione giuridica. Col suo atteggiamento (biglietti da visita rilasciati ai probabili testimoni), infatti, ha rischiato di compromettere l?ottima reputazione di cui gode lo studio legale?. Ludovica non sa se essere felice dei complimenti o spaccare tutto. E? al bivio. Il capo però le offre una chance: ?In alternativa può annullare il contratto di praticantato qui da noi e concluderlo in un altro studio legale. Nel nostro gli avvocati troppo fantasiosi non sono ben accetti?. Ludovica non risponde. Tira un respirone di sollievo, sorride, prende i fiori, tranquilla ringrazia: ?Sono proprio felice. Non poteva farmi complimento migliore!? Raccoglie le sue cose dalla scrivania le mette in borsa e se ne va a testa alta nel silenzio generale.

Prende il cellulare ed esclamando? ?Vaffanculo anche a te Riccardo!!!? chiama Enri per quella famosa cena che doveva offrirgli. Lui ci sta.

Enri sta pazzeggiando con lo skate in una piazza del centro. Arriva alla fermata del tram e prende il primo che passa. E? ancora uno di quelli vecchi, color arancione, coi sedili di legno. Si siede, prende il libro dallo zaino e lo abbandona sul sedile affianco. Poi ci ripensa, lo rimette nello zaino e scende alla fermata successiva. Riparte con lo skate.

Ludovica sta aspettando Enri in un bar coi tavolini esterni. Lui arriva. Wow! E? molto più bello e dannato di quello stronzo di Riccardo. Ludovica è imbarazzata. Enri è raggiante. Lui si siede, iniziano a parlare con un fare già molto intimo. Si capisce benissimo che quella notte faranno follie.

Enri e Ludovica sono a Firenze per una gita. Hanno deciso di abbandonare il libro proprio in quella meravigliosa città. Sono seduti ai bordi della fontana di una pizza. Affianco a loro si siede una tizia sui 30 che sta parlando al cellulare (Clara). Ha una busta piena con dentro una pila di libri. L?appoggia sul gradino affianco ai due. E? completamente assorta nella telefonata e non fa caso a niente. Enri e Ludovica guardano la pila di libri, si guardano, sorridono? E? più forte di loro. Appoggiano il libro sotto l?ultimo della pila nella busta di plastica della tipa e se ne vanno via abbracciati. La tizia chiude la telefonata, è ancora distratta, guarda l?ora e osserva la gente attorno. Del libro nuovo non si è accorta.

Libro galeotto (Fi)

Intorno a Clara impazza il mercato. E? in una piazza del centro storico.
La busta piena di libri, che tiene in grembo, vola via tra la gente e finisce sotto i piedi di un ciccione. Clara guarda la busta senza accennare ad alzarsi, rassegnata. Poi scuote il pacchetto di sigarette ormai vuoto e guarda l?ora. Sobbalza. Sempre soprapensiero, aferra la pila di libri, non ha tempo per cercare un?altra busta. Mancano 15 minuti all?ora del suo colloquio. Tira fuori dalla tasca dei pantaloni di lino la pagina strappata del Tuttocittà. Via Modena è a pochi passi dalla piazza. Ce la farà senza fretta.

I piedi strisciano sui sampietrini irregolari. Clara arriva ugualmente trafelata al numero 38. Suona e fa le scale a piedi sempre con la sua pila di libri tra le mani.

Prima di lei altre tre ragazze attendono in anticamera. Sembrano uscite da una rivista di moda: altissime, magre, pettinatissime. C. si lascia cadere su una poltrona di velluto rosso e tira fuori dalla borsa di stoffa la cipria. Apre lo sportellino e osserva in quel poco di specchio che resta scoperto dalla cipria indurita dagli anni. E? bassa, grassoccia e assolutamente spettinata. «E? fatta – dice tra sé- nel mondo della comunicazione, per una donna, l?estetica è tutto! Posso pure tornarmene a casa»
Ma non si muove. Le tre entrano ed escono una dopo l?altra dalla porta principale. C. resta sola nella stanza.

Una grassona sorridente la guida lungo un corridoio. «E? tornato il responsabile delle risorse umane, le farà lui il colloquio».

C. varca la soglia con una lentezza innaturale. Le mani sudano strette sulle copertine.
Arriva e poggia i libri davanti a sé come uno scudo. Poi spiega di aver perso la busta.

Davanti a lei un ragazzo sui 35 anni, non troppo alto, né troppo magro, né troppo pettinato, sposta per due o tre volte lo sguardo dai libri alla sua faccia. Sorride. «Ecco, sicuramente avrò lasciato la traccia delle mani sudate sulle copertine, ora mi alzo» ma sta seduta.
«Interessanti letture» dice lui.
«E? un esame, niente di personale»
Il sorriso si allarga in una risata scomposta.
«Certo. Niente di personale»
Seguono le solite domande di rito, poi il congedo.

Clara esce con al certezza di aver buttato due ore della sua vita. 120 minuti preziosi. «Fanculo!» Apre la sella del motorino ci mette i libri e lo accende con rabbia dando 3 calci violenti alla pedalina.

A casa butta i libri sul letto senza guardarli. «Fanculo pure l?esame!»
Riempie la vasca di acqua bollente e ci si immerge con tutta la testa. I rumori arrivano lontani e deformi. Si addormenta. Il trillo del telefono la sveglia. Ad ogni squillo la suoneria aumenta. C. si sveglia nell?acqua ormai fredda. Ha la pelle d?oca e le dita succhiate. Si alza, fa una pozza per terra e ci scivola sopra. Il telefono smette, ma basta il tempo di afferrare l?accappatoio ed ha gia rincominciato. Prima piano e poi più forte.
La borsa è sul letto accanto ai libri.

«Pronto..»
La voce squillante della cicciona, così squillante da costringerla a spostare il telefono dall?orecchio, le sta dicendo che ha passato la selezione. Ma la linea è disturbata e C. capisce il contrario.

Clara è rassegnata e decide di dedicarsi al nuovo esame. Afferra la pila e la infila nella borsa.

Esce di nuovo di casa.

Parcheggia il motorino fuori da un parco e si siede sotto un albero. Afferra il primo libro e inizia a sfogliarlo. Accanto a lei arrivano altre persone. La giornata e splendida e la villa è piena. Clara
legge senza staccarsi per un oretta poi si ricorda di un appuntamento chiude il libro.

Accanto a lei un tizio si è posizionato così vicino che le sue gambe quasi la sfiorano. Solo allora si accorge che il ragazzo sta osservando i suoi libri. Lei gli sorride e iniziano a parlare di libri. Lui fa dei riferimenti a qualcosa dando per scontato che lei dovrebbe capire. Lei non capisce affatto ma ha fretta, il ragazzo le piace e quindi gli dà il suo numero di telefono.

Nel suo ufficio vediamo il Giovane ?responsabile delle risorse umane? che prende il libro dallo scaffale. E? lo stesso che aveva Clara nella sua pila. Lui si siede. Poggia i piedi sul tavolo e si immerge nella lettura. Ha un?espressione beata nel viso.

Entra la cicciona e lo guarda perplesso.
«Hai chiamato la ?prescelta??»
«Sì, e continuo a non capire?»
«Teresa, tu ci credi alle coincidenze?»
«Bah, sei tu che decidi?»
Chiude la porta e quello riprende la lettura.

A casa Clara svuota la borsa sul letto e finalmente vede il libro. Subito le torna in mente il ragazzo del parco. Contenta di avere una ragione per telefonargli lo fa. Quello rimane sconcertato e deluso e con una scusa chiude la conversazione.

Clara è a pezzi. Niente lavoro, niente ragazzo. Osserva il libro e finalmente decide di aprirlo.
Legge la frase del bookrossing e rimane affascinata. Il libro le piace e la conquista. S?immerge nella lettura per ore. Lo osserva attentamente finché qualcosa non le torna in mente. Il nome del traduttore del libro è lo stesso che stava sul biglietto da visita del Giovane che le aveva fatto il colloquio. E? sconcertata. Ripensa alla loro conversazione, e all?allusione ai libri. Se il libro non era del ragazzo nel parco era possibile che lei se lo stesse portando dietro da prima.

Decide di ripresentarsi in ufficio.

Ma quando arriva nessuno sembra sorpreso di vederla. Clara scopre così l?equivoco della telefonata.

Alla fine della sua prima giornata di lavoro Clara va al parco con la speranza di rincontrare il ragazzo. Ma non è così. Si siede ad aspettarlo per una mezz?ora ma poi, rassegnata, accarezza la copertina del libro e lo abbandona sotto l?albero.

Paola Carobbio
Carla Fiorentino

L’ora di Tabù

2 Febbraio 2007 Nessun commento


Idea:
Paola Carobbio
Nicolò Cavazzuti

Target: dai 16 in su.
Durata: ora televisiva.
Tipologia: programma informativo.

Ambientazione e caratteristiche della conduttrice
L?ambientazione sarà una classe scolastica old-style. I banchi avranno un porta-inchiostro e il calamaio, alla parete una grande lavagna, la cattedra imponente su di una pradella e un enorme mappamondo DeAgostini. La professoressa indiana, nera, con occhi di giada, austera ed elegante, con malcelata e prorompente sensualità, è vestita secondo la più classica delle professoresse britanniche d?inizio secolo, con una carezza del suo paese d?origine: braccialetti di seta arancione e smeraldo, Kayal, minuscolo orecchino al naso, e un paio di tette da far rizzare anche i raggi del sole. Un continuo contrasto in una delicata fusione.

Con una lunga bacchetta flessibile indicherà le scritte sulla lavagna e le località sul mappamondo, librandola nell?aria stimolerà gli alunni, mimando talvolta punizioni corporali da scuola dell?epoca, evidenziando tendenze di dominatrice. La classe è di 6 alunni (tre maschi, tre femmine). Sono in perfetta divisa da college inglese, però hanno il loro personalissimo look, con acconciature particolari, tatuaggi e piersing. Ogni lezione affronterà un tema molto sentito dai giovani ma su cui difficilmente si ha un?informazione completa, perché tabù. Ci saranno libri, compiti in classe, interrogazioni (dalla seconda puntata in poi), esoneri dei genitori, tutto funzionerà come a scuola. La differenza sarà solo nelle materie di studio.

Struttura a grandi linee:
La prof introdurrà il tema della puntata. Ogni lezione sarà accompagnata dalla presenza di uno specialista, profondo conoscitore della materia trattata. Avremo il supporto di libri, rvm, reportage, collegamenti con città del mondo (la finestra) attraverso un pc con web-cam.

Esempi di materie che si affronteranno:

- L?ora di?narcotici. Sulle sostanze psicotrope?
- L?ora di? strange sex. Sesso, prostituzione, pratiche sessuali
estreme?
- L?ora di? viaggi e luoghi off-limits
- L?ora di? gotic. Dark side
- L?ora dei? miti sconosciuti
- L?ora delle? leggende e delle storie maledette
- L?ora di? ecologia senza filtro
- L?ora delle? ingiustizie dimenticate
- L?ora di? religione pagana (riti e tradizioni nativo americane,
aborigene, credi africani)
- L?ora di? musica? in embrione (gruppi emergenti sperimentali)
- L?ora di? sopravvivenza nella giungla quotidiana

More ferarum

2 Febbraio 2007 Nessun commento


Idea:
Paola Carobbio
Nicolò Cavazzuti

Target: dai 15 in su.
Tipologia: documentario satirico.
Programma che informa, fa pensare, fa ridere. Anche se si parla di sesso, non è volgare o pornografico. Ha più carattere scientifico…
Durata puntate: 3/4 minuti.

Lo sapevate che:
- gli opossum si accoppiano fino a crollare morti?
- le pinguine si prostituiscono in cambio di gemme?
- le chiocciole acquatiche neozelandesi possono riprodursi anche asessulmente?
- gli albatross cercano un partner per quattro anni prima d?impegnarsi in un
legame monogamico più che ventennale?
- l?organo sessuale del balenottero profuma?
- Tra le amazzoni molly (piccolo pesce texano) esistono dei travestiti femmine?
- Il braccio sessuato dei polipi si stacca dal corpo del maschio e si dirige autonomamente verso l’orifizio della partner?

Struttura
Ogni filmato (immagini di repertorio, per esmpio della National Geog.) deve spiegare in modo conciso e scientifico una curiosità, sempre diversa, sui comportamenti sessuali del mondo animale. Durante il distendersi del breve documentario, due voci commentano con ironia e sarcasmo le scene e i contenuti più bizzarri. Il tutto sarà in simbiosi con la colonna sonora che accompagnerà le immagini, si spazierà dalla classica all?heavy metal? creando così un ponte fra i comportamenti animali e la mente umana. La musica come sublimazione di impulsi ancestrali.

Lo squalo

2 Febbraio 2007 Nessun commento


Idea:
Paola Carobbio
Nicolò Cavazzuti

Target: dai 15 anni in su.
Tipologia: gioco itinerante a premi.
Durata delle puntate: mezzora televisiva.

Tre ragazzi/e (uno straniero che vive in Italia, un puro indigeno della Regione attraversata e un emigrante italiano), seduti sui sedili posteriori di una Citroen C6 ?Squalo? gialla (con margherite disegnate e simboli della pace), partono da Milano per un gioco/viaggio itinerante verso il sud, ovvero verso il mare, attraverso le strade statali. I partecipanti sono vestiti con abiti tipici degli anni ?70, addobbati con spillette e medaglioni. Le capigliature saranno quelle classiche dell?epoca, come anche le musiche modulate dalla radio dell?auto. Seduti davanti ci sono l?autista (una minutissima signora molto bassa incollata al volante) e il presentatore/presentatrice del gioco. E? un enologo.

Struttura
Inizia il viaggio, musica anni ?70, i tre protagonisti molto distanti per cultura ed esperienze di vita iniziano timidamente a dialogare. Il presentatore apre una bottiglia di vino della Regione attraversata, e ne versa per sè e per i viaggiatori. Poi, chiederà ai partecipanti di definirne il colore, i profumi, la densità, e poi, dopo l?assaggio, il gusto, la persistenza, la consistenza alcolica. Con i concorrenti più sciolti, che hanno iniziato a dialogare più intimamente, ha inizio il primo gioco. Il presentatore pronuncerà le regole. I giochi verranno ripresi dal libro ?Giochi da Viaggio? pubblicato da Armando editore, scritto dall?autrice Paola Carobbio. Dentro ci sono ben 62 passatempi tra cui scegliere.

I partecipanti dovranno cercare di vincere più punti degli avversari per aggiudicarsi la partita.

Il presentatore stapperà quindi la bottiglia del secondo gioco (il rito del vino è lo start di ogni partita). E lo presenterà.

L?atmosfera avrà a questo punto perduto ogni formalismo iniziale, e i viaggiatori s?incontreranno o scontreranno in totale libertà. Il presentatore stenterà a ricondurli alla sua attenzione per l?inizio del conclusivo gioco. Finito il quale sarà dato un commiato ai due sconfitti e il giusto onore al vincitore.
Dopo 3 giochi, chi ha totalizzato il punteggio massimo vince e può proseguire il viaggio. Gli altri due, invece, vengono lasciati sul ciglio della strada, euforici, in abiti da musical anni ?70. Lo Squalo si allontanerà e i due sconfitti cammineranno lungo la via.

L?auto dovrà percorrere circa 20 chilometri a puntata. Tutti i partecipanti vincono 50 euro al chilometro in prodotti enogastronomici della Regione attraversata. Un tassametro segnalerà la cifra esatta vinta dai partecipanti al momento dell?uscita dal gioco. Più riescono a rimanere in auto più vincono. Tra tutti coloro che parteciperanno, solo il giocatore che alla fine del programma sarà riuscito a rimanere più giorni in auto vincerà la finale e si aggiudicherà la nuova berlina C6 della Citroen, considerata un po? l?erede dello squalo.

Criterio di selezione dei nuovi partecipanti:
La selezione avviene tramite casting. I partecipanti devono avere almeno 18 anni, conoscere l?italiano, ognuno alla sua maniera, ed essere: uno straniero che vive in Italia, un puro indigeno della Regione attraversata dallo Squalo, e un emigrante italiano.

SITCOM – Chiantishire (di… wine) Memorial Tablets

27 Gennaio 2007 Nessun commento


CONCEPT/ARENA

Tre signore un po? magiche s?incontrano al cimitero ogni giovedì per andare a trovare le spoglie dei mariti.

Il cimitero diventa così un ?non luogo? d?incontro molto speciale, ovvero un luogo che diviene in continuazione altri luoghi, come la mente? astratta e plasmabile.

Gli anziani viaggiano su una dimensione temporale diversa, che si colloca a metà tra la sonnolenza e la saggezza e offre loro lo spazio dell?approfondimento. Ognuno è un piccolo filosofo.

Non potevano comunque mancare i giovani. Ogni puntata termina infatti coi ?Ragazzi della notte?. La loro funzione? Essere il controaltare del gruppo del giorno, approfondire o chiudere un tema solo accennato nel plot principale. E la poesia? Ecco la nuvola poeta che dal cielo canta i suoi versi. E gli indiani d?America cosa c?entrano? Chiedetelo al personaggio Umberto. Ma questa cos?è? Una sitcom? Non propriamente. Nasce su quel terreno ma va molto oltre. Perché avete creato questo universo?
Perché in definitiva, tutto il mondo è un enorme cimitero e vogliamo che questi zombi che siamo diventati ritornino ad essere vivi.

AMBIENTI

E’il piccolo cimitero del paese di Greve in Chianti sulle colline chianciane. Strutturato nel modo classico (sentieri di ghiaia bianca e file di tombe) contiene anche la zona delle cappelle e gli ossari. In una piccola area si trovano la fontanella per l?acqua dei fiori e i bidoni della spazzatura. Ad ogni angolo, sono collocate delle telecamere per la videosorveglianza. All?entrata, un terminale, battezzato Manhattan, permette di digitare il nome del defunto sulla tastiera e trovare il percorso più breve per raggiungere le sue spoglie. La piattaforma è in rete con tutti gli altri Manhattan del mondo. C?è anche un distributore di caffé a moneta lì accanto. Il cimitero possiede solo un?entrata principale (dove si trova lo stanzino coi monitor del guardiano Ulisse).

Le tombe dei mariti delle 3 protagoniste sono particolari e seguono lo stile personale.

Quella di Vincenzo (marito di Camilla) è costruita con una lega metallica che ricorda il titanio. All?interno della lapide è incastonato un piccolo monitor a cristalli liquidi. Fuori svetta la scultura in marmo di un?antenna parabolica. Vicino al monitor c?è un bottoncino. Se schiacciato, parte un filmato con le interviste più importanti di Vincenzo (quella a Bush, a Putin, a Berlusconi?).

La tomba di Umberto (marito di Asia), invece, è completamente bianca di marmo, essenziale, addolcita da un giardino zen.

Quella di Emiliano (marito di Duoda) è di pietra dura e scura, semplice, vivacizzata da un mazzo di fiori di campo, con la scritta: ?Morto per la libertà?. Accanto alla tomba si notano innumerevoli bigliettini colorati, pupazzi, peluches, fiaschi di vino? sono gli omaggi della gente che va a visitarlo e ringraziarlo. Emiliano è considerato un eroe .

Villa di Camilla per flashback in b/n
Camilla abita in una delle ville più importanti di Greve, all?interno di un parco vicino al centro storico del paese. Il giardino è dotato anche di una bella piscina con solarium e gazebo.

All?interno l?arredamento è pesante. Ci sono troppi mobili, troppo sfarzo, troppo di tutto. Sulle pareti sono appesi 100 specchi dalle innumerevoli forme e dimensioni con le conici di legno dorato. I colori che prevalgono in tutta la casa sono il rosso e l?oro. Sono rosse le pareti, le tende, i divani, le poltrone, i tappeti persiani, i paralumi e i cuscini. Sono oro i rubinetti, le maniglie delle porte e le mascherine delle prese della corrente. Per terra, tutto marmo (chiaro).

Nel salotto è appesa una vetrinetta piena di ampolle di vetro riempite con le sabbie delle spiagge di tutto il mondo. Sono i ricordi dei viaggi di Camilla e Vincenzo. Sulle pareti ci sono anche teste di tigre, qualche dente di pescecane, coralli, conchiglie.

La cucina è ampia, pulitissima, quasi sterile. Camilla, infatti, non la usa mai. Cucina sempre la cuoca.

Rustico loft di Asia per flashback in b/n
E? un piccolo rustico ristrutturato, con una vista meravigliosa sulle colline di Greve. E? un loft luminosissimo e arioso. Tutt?attorno il giardino, pieno di piante insolite e fiori. L?arredamento è freddo, essenziale, e unisce elementi di design ultramoderno a mobili antichi di un certo pregio.

La caratteristica principale degli interni è l?ordine maniacale col quale tutto è stato disposto. Non c?è un libro, una penna, un soprammobile che non sia stato accomodato in parallelo rispetto a tutti gli altri. Alcuni dei quadri alle pareti sono opera di Asia. Ci sono poi immagini di Keruaq, Pavese, Pasolini (anche i libri) Ginzberg, Bertold Brecht, Burroughs, Miller, ed è amica della Fernanda Pivano.

L?arredamento risulta tendenzialmente bianco spezzato qua e là da oggetti etnici, spesso coloratissimi, recuperati durante i viaggi di Asia per il mondo. La cucina è modernissima e ha un?isola nel mezzo. Asia è vegetariana. Non mangia nemmeno le uova. La libreria è enorme e occupa tutta una parete del loft. Ci sono anche vhs, dvd, dischi in vinile e cd.

Cascina di Duoda per flashback in b/n
Duoda abita nella stessa cascina dove si era trasferita con Emiliano subito dopo il matrimonio. Ci si arriva grazie ad una mulattiera situata alla prima periferia di Greve.

E? un casolare abbastanza grande diviso in 5 appartamenti. La cascina è ancora operativa. Al suo interno ci sono animali da cortile e fuori campi coltivati. Duoda abita al piano terra e ha un giardinetto per metà anche orto. Lì, nascosta tra altre piante, cresce anche la sua marijuana.

L?appartamento di Duoda è arioso, soleggiato, e mette subito in evidenza un contrasto: lo stile semplice e contadino dell?arredamento con il design ultramoderno della tecnologia. Si vedranno mobili in legno scuro dei primi del ?900 convivere benissimo con la tv al plasma e il notebook. In cucina c?è un grande camino. Duoda cucina sempre con la brace.
Le piace così. Alle pareti in soggiorno ci sono dei quadri vecchi e scuri di vita campestre, ereditati dalle famiglie d?origine, e dei ritratti di famosi violinisti. Sui mobili, solo fotografie in bianco e nero tra cui: il suo maiale senese preferito morto nel 1959; le foto di Emiliano con Duoda quando erano giovani; le pianticelle di marijuana che negli anni le sono venute meglio.

Qua e là si vedono anche delle pile di libri ingialliti con le copertine increspate. Erano i libri di filosofia e storia di Emiliano. Sopra la credenza del soggiorno ci sono anche il suo violino (sempre spolverato a lucido) e la sua vecchia scacchiera di legno. In generale, è una casa accogliente e calda che profuma di fiori di campo.

Inferno di Vincenzo (cartoon)
L?inferno di Vincenzo consiste nel fare cose contrarie al suo modo d?essere, per esempio lavare i capelli ai barboni, intrattenersi con donne orribili, preparare una cena ad un gruppo di extracomunitari, fare da baby sitter ad un bimbo pigmeo, etc. Il set cambierà di puntata in puntata.

Limbo di Emiliano (cartoon)
Quando Emiliano commenta le situazioni del cimitero è di fronte a un tavolo grandissimo pieno di puzzle. Infatti, Emiliano andrà in paradiso solo dopo aver completato 100 puzzle mischiati da 1500 pezzi l?uno. Deve costruire puzzle per allenare la pazienza, caratteristica che in vita non aveva mai avuto. Dietro lui ci sono 100 tavoli con pezzettini di puzzle già montati. C?è anche un tabellone elettronico che indica quanti pezzi sono stati disposti correttamente e quanti ne mancano.

Ogni volta che E. completa un puzzle si risolve sulla terra una situazione socio-eco-politica-umanitaria internazionale. Per esempio, i palestinesi avranno il loro stato, una grossa multinazionale sarà costretta a risarcire i bimbi vietnamiti per lo sfruttamento del lavoro minorile, verrà interrotta la caccia alle balene, e via così.

Paradiso di Umberto (cartoon)
Quando Umberto commenta le uscite di Asia, lo si vede impegnato in lavori manuali socialmente utili.
Il suo senso in paradiso è nell?azione. In vita era stato nella teoria. Dalla mancanza di azione nasceva l?inquietudine di Umberto. In paradiso, infatti, Umberto è sereno e trova impagabile gioia nello svolgere mansioni di sostegno. Qualche esempio? Arare campi con un gruppo di cubani, raccogliere il riso insieme alle mondine e scavare un pozzo nel Sahara per far arrivare l?acqua ai Tuareg. Il set cambierà di puntata in puntata.

Stanzino di Ulisse
E? una stanza piccola, circolare, con sei monitor sulle pareti, un tavolo pieno di bottoni per controllare le telecamere (zoom e spostamenti) e una sedia da ufficio con le rotelline. Il cimitero è interamente video-sorvegliato. Ulisse dalla sua postazione tiene tutto sotto controllo. E? la sua centrale operativa. E? la sua forza.

Sulle pareti dello stanzino: un calendario con donne nude, 3 fucili diversi (che lui ama pulire, toccare, caricare), foto con paracadutisti supermachi a petto nudo, culturisti, un armadietto pieno di steroidi e sostanze dopanti, foto di guerra che mostrano un plotone in azione.

Negozio indiano di Tenzin
Situato vicino all?entrata del cimitero, è il classico negozietto minuscolo, pieno di cose. Si trovano anche spezie orientali, radici fresche e buste di pesci gatto essiccati. Incensi, cartine di tutti i tipi, bidi, braccialetti, collanine, pendagli, parei, vestiti indiani, curry, paprika e dell?assenzio.

Sulle pareti ci sono un poster di Ghandi, Robin Hood, Roberto Baggio e di un giovane studente in un monastero buddista.

PERSONAGGI

Personaggi principali

Asia, la contemplativa
57 anni, pensionata, ancora molto affascinante. Alta, magra, capelli lunghi lisci scuri, Asia veste sempre interamente di bianco o di nero e cura molto i particolari. Risulta elegante, e lo sa. E? tranquilla, abile con le parole ma silenziosa, acuta, colta e corretta.

Laureata in filosofia, ha lavorato per 25 anni come ricercatrice sociale in una società di consulenza a Milano. Proprio la cultura, però, l?ha portata ad una visione catastrofica del mondo: Asia non perde mai occasione per far notare agli altri come l?ingiustizia troppo spesso trionfi sulla giustizia anche nelle questioni più banali. In ogni modo, non ha perso sensibilità e voglia di vivere.

Segue la politica, vota a sinistra? da sempre, e addirittura quando era giovane faceva parte del collettivo universitario di estrema sinistra. Non crede in Dio, non si è sposata in chiesa, non ha fatto la cresima. Queste cose non l?hanno mai interessata. E? una radical-chic. Ama bere il the e si fa arrivare dall?India le miscele più pregiate.

Una volta in pensione, a cinquant?anni, si è trasferita col marito da Milano a Greve alla ricerca del verde, della pace e della tranquillità. Dipinge spesso, ha viaggiato e legge molto.

Ha una piacevole erre moscia. Il marito Umberto è scomparso 1 anno prima quando era in viaggio negli Stati Uniti. Della sua morte non si sa niente di certo. I figli, due maschi di 30 e 27 anni, sono emigrati all?estero per lavoro. Lei li va a trovare tutti gli anni per due mesi. Asia era molto innamorata di Umberto e non ha del tutto accettato la sua morte. Compivano gli anni lo stesso giorno. Il 5 maggio. Lei non va a trovare Umberto dal tempo del funerale. Ma un giovedì, stanca di questo inutile blocco emotivo, cambia idea e va al cimitero. E? il 5 maggio.

Prospettiva comica: passiva, contemplativa (zen, new-age).
Difetti: perfezionista, silenziosa, pessimista. Umanità: generosa, onesta, spiccato senso artistico, pacata.
Esagerazione: ordine geometrico-maniacale.

Umberto, l?idealista
E? morto a 59 anni per un incidente misterioso accadutogli negli Stati uniti. Era in viaggio per le tribù indiane alla ricerca dell?ultimo spiraglio d?utopia. Nessuno sa veramente come sia morto, ma tra gli indiani d?America circolano racconti incredibili e leggende surreali attorno la sua sparizione. (Un gruppo sparuto di Siux, per esempio, lo dà disperso vicino a un fiume mentre, grazie ai poteri del peyote, cercava di comunicare con un pesce; un gruppo di Apache lo ha visto combattere contro un orso grizzly al seguito di un branco di coyote; ecc?).

Laureato in ingegneria, Umberto ha lavorato come ingegnere civile per una società di Milano per 25 anni. Uomo di grande cultura e appassionato di musica classica, aveva svariati hobby ed era molto sportivo. Praticava la barca a vela, e il golf. Era educato, signorile, elegante/sportivo, dalla chiacchiera vivace e interessante. Un po? snob.

Nella casa a Greve, dove si era trasferito con Asia dopo la pensione, amava dedicare molto tempo alla cura del suo giardino, inventando spesso nuovi innesti per creare piante dall?aspetto insolito.

Era innamoratissimo di Asia, la stimava e ringraziava ogni giorno semplicemente perché esisteva ed era accanto a lui. Per lei aveva ogni sorta di attenzione. Umberto era il classico intellettuale/idealista, molto selettivo nei confronti delle persone da frequentare. Odiava perdere tempo con discorsi inutili e gente banale. Un po? eccentrico ed egoista, era poco incline ad affezionarsi agli amici, donava tutta la sua umanità esclusivamente ad Asia. I potenti, la ricchezza materiale e le mode non l?hanno mai interessato.

Politicamente votava a sinistra, e a modo suo era un credente. Utopico ai massimi livelli, ha sempre cercato uno stile di vita più consono alla vera natura dell?uomo rispetto a quello propinato dal ?sistema?, senza mai trovarlo.

Prospettiva comica: utopico/idealista.
Difetti: unilaterale nei sentimenti, egoista, autodistruttivo.
Umanità: fedele, fantasioso, coraggioso.
Esagerazione: snobismo culturale.

Camilla, la borghese
52 anni (ne dichiara 45), è la classica donna di rappresentanza che ama fare la ?signora di classe?, è un?arrampicatrice sociale e si è completamente rifatta.
Per i vestiti spende un sacco di soldi, è sempre all?ultima moda ma non ha stile, anche se è convinta del contrario. Non ha nemmeno sensibilità e profondità. Piena di sé, invidiosa, altezzosa e capricciosa, Camilla è magra, alta 1.68, dalle spalle piccole e i capelli sempre perfetti. Molto legata all?esteriorità e all?apparenza, giudica tutto coi metri dell?estetica, della ricchezza e della moda. Non ha personalità. E? molto condizionabile, prende sempre le fattezze di chi ha vicino. Camilla è abbastanza stupida e ignorante da risultare anche buffa. I suoi discorsi suonano banali e razzisti.

E? molto ricca (grazie al marito), vive nel centro storico di Greve in Chianti, ed è impegnata nella beneficenza giusto perché fa chic. Il marito la tradiva da anni e lei lo sapeva. Però, la cosa che le dava più fastidio erano i commenti della gente. Non ha mai avuto amici veri. Ama comandare, essere servita e riverita. E? sfacciata e le piace intromettersi nelle situazioni che non la riguardano, creando contrasti e fastidi.

Da piccola, si è diplomata con fatica al liceo scientifico e non ha mai lavorato perché si è sposata giovane. Camilla non ha molti interessi. Va a messa tutti i giorni (più per uscire di casa che per riverenza cattolica), guarda la tv in continuazione e ama fare shopping. Non è dotata di un vocabolario erudito. E? curiosa, ama i pettegolezzi, e del quotidiano locale sfoglia solo la pagina degli annunci funebri o la cronaca rosa. Legge settimanali tv, e altra robaccia tipo ?Novella 2000? e ?Chi?, ha una cultura prettamente enigmistica. Le parole crociate sono la sua più grande passione. Solo per questo motivo, Camilla conosce a memoria tutte le capitali, i laghi e i fiumi del mondo.

La famiglia d?origine era della bassa borghesia. Ha due figli, un maschio (31 anni) e una femmina (28 anni) e 2 nipotini silenziosissimi. Vivono tutti a Milano. Una volta al mese vanno a trovarla. Il loro rapporto risulta più che altro telefonico. Il marito Vincenzo è morto da 3 anni per un infarto. Erano sposati da 30.

Camilla non segue la politica, l?annoia, e non si è mai preoccupata di capire cosa sia davvero la destra e cosa la sinistra. Vota a destra perché il marito faceva così.

Prospettiva comica: è una borghese.
Difetti: invidiosa, altezzosa, capricciosa, ignorante, indifferente ad ogni forma d?ingiustizia.
Umanità: gentilissima e generosa coi potenti.
Esagerazione: ostentare la ricchezza, emettere sulle persone o le situazioni sentenze acide (Es. ?Questo non è un cimitero, assomiglia di più a un bar Acli di periferia?).

Vincenzo, l?esaltato
E? morto a 63 anni d?infarto. E? all?inferno. In vita è stato il classico uomo senza scrupoli, autoritario, viscido, poco incline alla riflessione, superficiale ed estremamente esaltato dalla posizione sociale raggiunta (senza averne i requisiti) con il lavoro da giornalista.

Fisicamente normale, alto, magro, scuro di carnagione, curato, Vincenzo era molto attivo e aggressivo. Le sue origini erano romane. A scuola era sempre andato male, tranne che in tecnica. Dopo le medie e il liceo, aveva lavorato un po? come agente immobiliare a Roma ma dopo la leva si era dedicato al giornalismo.

Sfruttando le conoscenze politiche del padre, divenne abbastanza conosciuto nel mondo televisivo. Ottenne così un posto come direttore in una tv privata della Toscana e per questo si trasferì a Greve in Chianti. Vincenzo aveva un senso dell?humor terribile, raccontava un sacco di barzellette, faceva battute di ogni sorta, spesso anche pesanti. Davanti alle donne affascinanti o alle persone di potere, invece, perdeva completamente la testa, diventava un cagnolino, un misero servo.

Tradiva regolarmente la moglie Camilla con le giovani collaboratrici acconsenzienti, che approdavano tutti i giorni in redazione alla ricerca disperata di un lavoro. Il rapporto con Camilla risultava piatto: poca comunicazione, zero fantasia, poco aiuto nelle cose di casa e poco rispetto. Anche coi figli non è mai andato molto d?accordo. Considerati i suoi impegni da direttore, a casa non c?era quasi mai.

Il suo hobby preferito? Collezionare cravatte Regimental. Quando apriva l?armadio si commuoveva. In più, aveva il vezzo di complimentarsi in modo sarcastico sulle cravatte altrui. Anche quando l?interlocutore ne era privo.

Votava a destra, per convinzione e per necessità. Odiava le chiese, gli ospedali, le suore e i libri. Era un esaltato, un cialtrone, il classico che si crede chissà chi solo perché è diventato famoso e ha fatto un po? di soldi.

Prospettiva comica: auto-esaltatazione, ignoranza, deliri di onnipotenza.
Difetti: autoritario, superficiale, zero sentimenti, servile nei confronti del potere.
Umanità: famoso, curato.
Esagerazione: colleziona cravatte. Ne ha più di 5000.

Duoda, l?ispirata
83 anni, pensionata, nata a Greve in Chianti, contadina. Altezza normale, capelli lunghi, bianchi, raccolti nello chignon. Persona magica, ispiratissima, piena di luce, tagliente come un rasoio ma dall?animo delicatissimo, Duoda è sempre dalla parte degli oppressi, degli umili. E, cosa ben più rara, ha il coraggio di essere contro i ricchi-sfruttatori e i potenti.

Pur essendo arrivata solo fino alla V elementare, è molto dotata intellettualmente e ricca della saggezza contadina, in più ha una grande passione per la tecnologia. Possiede di tutto: dai lettori Mp3 (ascolta canzoni partigiane, i motivi che canticchiavano le contadine nei campi e le mondine nelle risaie) ai videofonini (quando squilla parte la suoneria con Bella Ciao). Ama navigare e chattare su Internet anche da palmare e scambiare sms e mms coi giovani compagni (si tiene in contatto anche con un paio di radio libere e siti antiproibizionisti).

Coltiva personalmente marijuana, perché suo padre produceva canapa per fare vestiti, sacchi per frumento e farina ancor prima che diventasse illegale. Duoda, per questo, ha avuto dei problemi con le forze dell?ordine ma data l?età e l?asma che l?affligge non è stata arrestata. Duoda fuma marijuana perché le piace e perché è terapeutica. Spesso regala parte della sua produzione ai ragazzi del gruppetto della notte, lasciandogliela (a fondo perduto) nascosta nella tomba di Emiliano. Naturalmente i ragazzi la ricompensano regalandole degli oggetti tecnologici. Oltre alle canne, ogni tanto fuma i toscani. E beve il Chianti.

Duoda è allegra, festosa, profonda, non bada tanto all?aspetto esteriore delle cose anche se ama il bello. Si veste come capita ma a suo modo ha uno stile meraviglioso, coloratissimo. Indossa sempre le scarpe da ginnastica. Vive con un gatto (Mao) in una cascina nella campagna di Greve in Chianti. Suo marito Emiliano è morto nel 1944 da partigiano. Non hanno avuto figli e Duoda non si è mai risposata. Nel taschino sinistro del suo vestito, vicino al cuore, Duoda tiene sempre un piccolo carillon a mano che suona l?Internazionale. Quando le parole le sembrano superflue o l?interlocutore inadeguato, lo utilizza come un personale crocefisso per vampiri. E? molto saggia. Riesce a mostrare, a svelare sempre in pochissime battute la pochezza dei superbi, degli arroganti. Questo è il suo dono. Con lei non c?è storia: il re è sempre nudo.

Cucina sul camino. La tecnologia, infatti, la interessa solo per comunicare con la gente e non per comodità.

Politicamente è anarchico-rivoluzionaria. Con la religione ha un rapporto conflittuale: è atea ma comunque attratta dalla dimensione trascendentale in sé e dalla poesia. Duoda vede Dio nei fiori, nelle pietre, nei tramonti e in alcuni atteggiamenti o performance delle persone che incontra.

Si muove con un apecar arancione alimentato a biomassa, ovvero funziona per mezzo della combustione della canapa.

Prospettiva comica: contadina hi-tech.
Difetti: polemica, difficile, leggera sordità. Ascolta la musica con le cuffie a volume altissimo.
Umanità: libera, saggia, pragmatica, poetica, ispirata e piena d?energia.
Esagerazione: E? estranea ad ogni tipo di condizionamento. E? intrisa di questa sana follia.

Emiliano, il mito
E? morto impiccato a 25 anni a Castrocaro il 18 agosto 1944. Era un partigiano. Voleva far risorgere la nuova Italia con la guerriglia. Era famelico di pace e di giustizia. Era un patriota. Lassù sui monti a guerreggiare, la tormenta dell?inverno, la fame, la morte, Emiliano era forte, coraggioso, niente lo fermava in nome della libertà. Venne torturato, condannato e impiccato. Nel Paese è considerato un eroe. C?è anche un?insegna che lo ricorda: ?Se libero un uomo muore non gli importa di morire?.

Nella vita, prima della guerra, faceva il contadino. Lavorava nei campi dove aveva conosciuto Duoda. Era un artista del pallone. Giocava a calcio benissimo ma le sue antipatie per il fascismo gli avevano precluso ogni forma di carriera. La sua finta però è rimasta leggendaria nel paese di Greve. Giocava soprattutto in piazza, per strada, nei cortili.

Dotato di un?energia incredibile e una mente vivace, amava leggere libri di storia e filosofia. Simpatico, indipendente, pieno di vita, libero e rivoluzionario aveva sposato Duoda a 22 anni. Il loro rapporto era basato sull?amore, il rispetto reciproco, l?intelligenza e la dolcezza. Emiliano non credeva in Dio, vedeva la religione come l?oppio dei popoli. E? al purgatorio perché ateo.

Aveva il vezzo di suonare il violino, senza mai aver preso una lezione in vita sua. Lo portava sempre con se, anche in guerra. Nel paese, per questo, veniva chiamato ?il Paganini?. Circondato sempre da parecchi amici, era un uomo libero e rispettato.

Prospettiva comica: folle idealismo.
Difetti: solitario, impulsivo, estremo, introverso.
Umanità: libero, epico, pacifista (non avrebbe mai fatto la guerra se non per la libertà). E? azione, è cuore, è polmoni.
Esagerazione: anarchia.

PERSONAGGI SECONDARI

Ulisse, il guardiano macho
55 anni, alto normale, stempiato, ha denti storti, indossa divise paramilitari e porta sempre occhiali scuri.

Impiegato come guardiano nel cimitero di Greve in Chianti, è il tipico insoddisfatto. Avrebbe voluto avere un ruolo più importante nella società ma non è riuscito a sfondare come pugile. Non è mai diventato professionista. Lui si inventava sempre delle scuse per non accettare quello che tutti sapevano, ovvero, che era un mascella di vetro. (il pasta frolla).

Suo padre faceva il costruttore edile ma andò in galera per tangenti. Ulisse da piccolo venne abituato a vivere nell?agio ma dopo il fattaccio si ritrovò in bancarotta e con estremo rammarico dovette cambiare stile vita. E? frustrato.

Ulisse risulta il classico musone ignorante senza spessore, insensibile, xenofobo, ottuso e attento solo al rispetto delle regole. E? l?antagonista per eccellenza. Inflessibile e autoritario, nel lavoro si distrae solo per tre motivi: le farfalle, i suoi fucili e gli eroi del Wrestling.

Di origini bresciane, si era trasferito dopo il crack finanziario della famiglia a Greve in Chianti per il lavoro di guardiano del cimitero. Come una beffa del destino, Ulisse, fascista dichiarato, si era ritrovato a vivere proprio in un paese di comunisti. Tutto, perché i suoi amici di destra non lo avevano minimamente aiutato a trovarsi un lavoro statale al nord.

Crede ciecamente in Dio e in tutte le convenzioni sociali ma non va quasi mai in chiesa. Legge sempre ?Il Foglio? e vota a destra Ha una moglie di 56 anni che non ha mai amato e una figlia di 28 scappata a Milano come ballerina di lap-dance.

Ulisse è omosessuale, però non lo ammetterà mai a nessuno, nemmeno a se stesso. Questa sua natura rimarrà sempre in ombra, solo ogni tanto, in qualche atteggiamento, si svelerà quel poco da far nascere un dubbio.

L?hobby preferito di Ulisse è l?aeronautica, tutte le domeniche va al campo di esercitazione per noleggiare un aliante. Ama tutto ciò che rientra nella categoria militare. Per il resto, conduce una vita piatta e insignificante, non ha altri interessi e va poco d?accordo con le persone. E? introverso, non mette in mostra mai una debolezza, un sentimento. Solo con gli animali si lascia un po? andare.

Prospettiva comica: maschilista, mentalità ottusa, xenofobo.
Difetti: rigido, insensibile, pedante.
Umanità: ama gli animali.
Esagerazione: supercontrollore. E? il semplice guardiano del cimitero ma si atteggia ad ispettore della Cia.

Tenzin, il tibetano
38 anni, tibetano, tranquillo, serafico, silenzioso. Non si esprime ancora bene in italiano anche se ormai sono dieci anni che vive in Italia. Però capisce bene chi sono i ricchi e chi sono i poveri. Infatti è generoso con i poveri e coi ricchi rincara i prezzi. Per esempio, la stessa Cocacola costa 1 euro al povero e 3 euro al ricco. Tenzin non perde niente, ha comunque il suo tornaconto, ma fa si che i ricchi inconsapevolmente aiutino i poveri ad arrivare alla fine del mese. In poche parole, è un genio del commercio equo e solidale. Un Robin Hood dei tempi moderni. Il negozietto, infatti, si chiama ?Sherwood Market?. E? sposato con una donna di 32 anni e hanno una bimba che va alle elementari.

Pur avendo capito come gira il mondo e come stanno veramente le cose, Tenzin è una persona serena, che si accontenta di quello che ha. Viene chiamato ?Il Tibet?. E? buddista. E? contro la violenza, il terrorismo e le guerre. Prega tutti i giorni. Si esprime e comunica con le persone quasi solo attraverso pensieri buddisti.

Prospettiva comica: è un Robin Hood dei tempi moderni.
Difetti: parla male l?italiano, furbo, sfuggente, distaccato.
Umanità: realistico, generoso.
Esagerazione: buddismo.

Papajoe, il compagno du Senegal
E? un ragazzo dolcissimo del Senegal, 37 anni. Arrivato in Italia da 14, è riuscito a trovare lavoro al cimitero di Greve. Le sue mansioni sono: aiutare le persone quando hanno una qualsiasi difficoltà e tenere pulito e ordinato il cimitero. A volte svolge anche piccoli lavoretti di manutenzione.

Papajoe pratica molto sport, ha un bel fisico, alto, asciutto, elegante, e risulta solare, educato, servizievole e delicato come una piuma.

Parla benissimo l?italiano, il francese e il senegalese, è colto e usa spesso vocaboli aulici e molto tecnici. E? mussulmano, nell?accezione più africana del termine, aperto di mentalità risulta lontano da ogni tipo d?integralismo e maggiormente legato ai precetti più profondi del Profeta. Odia la violenza in tutte le sue forme. Non ha la ragazza, ed è in fissa per le donne.

Papajoe possiede una grande qualità: non si arrabbia mai, anche quando ne avrebbe tutte le ragioni. Nel lavoro cerca di fare del suo meglio ma agli occhi del guardiano Ulisse risulta essere sempre uno scansafatiche. In realtà è efficientissimo.

Adora intrattenere la gente con argomenti sull?ecologia, l?importanza dell?esercizio fisico o il colonialismo, la guerra dei bianchi contro i neri, la corruzione dilagante nel mondo, le miniere di diamanti, l?Africa. Su questi argomenti è preparatissimo, conosce le statistiche, le cifre, i riferimenti storici, è molto preciso.

Prospettiva comica: calma, lentezza, è l?Africa.
Difetti: fissato con le donne.
Umanità: educato, gentile, servizievole, ottimista, superinformato, elegantissimo.
Esagerazione: nel dialogo utilizza termini molto specifici.

Orazio, il cane immobile
E? un bassotto a pelo forte, maschio di sei anni, ogni giorno va al cimitero per accucciarsi vicino alla tomba del suo padrone (Signor Battista Tiraboschi) morto un anno e mezzo prima. Ha un guinzaglio rosso e una targhetta con inciso il suo nome e il telefono di una casa che non ha più.

Orazio è sempre sdraiato, immobile, con un?espressione triste, d?attesa. Sembra un quadro. Nessuno lo disturba, lui non disturba nessuno. E? una presenza marmorea. Fa tenerezza. Solo ogni tanto cambia espressione per esprimere un commento.

Prospettiva comica: immobilità.
Difetti: solitario, depresso, triste.
Umanità: tenerezza.
Esagerazione: fedeltà infinita.

Nuvola poeta (cartoon)
La nuvola è in cielo. A un certo punto, in ogni episodio, assume il profilo del volto di un poeta famoso, e canta un breve verso, naturalmente in linea con un tema della puntata. Solo Duoda si accorge della nuvola.

Per esempio, in un episodio si trasformerà nel volto di Edgar Allan Poe, in un?altro di Bukowski, in un’altro ancora di Shakespeare, di Baudelaire, di Rimbaud, di Leopardi, ecc? la scelta del poeta e dei versi dipenderà dal contesto del discorso e dal tema della puntata.
Tribù indiane (cartoon)
Ogni puntata, una tribù d?indiani sempre diversa (Siux, Apache, ecc?) narra le gesta, le imprese e le leggende intorno la sparizione di Umberto.

Personaggi della notte

Veronica, la cavalla pazza
E? una ragazza molto sexy, bellissima e parecchio segnata dalle droghe. Ha 27 anni, è l?antivelina per eccellenza. Flessuosa, focosa, volteggiante, è uno spirito incastrato in una forma che non riesce a contenerlo.

Dipinge, danza e modella la creta. La sua mentalità non è pratica, è più artistica. Veronica non ha vie di mezzo, il suo spirito è o alle stelle o giù in cantina. Per questo gli imbecilli la ritengono solo una pazza e non riescono a capirla. Vorrebbero solo scoparsela. Veronica è abituata a ricevere avance da uomini di tutte le tipologie, anche dai potenti e dai ricchissimi, ma lei non concede niente, preferisce eclissarsi. In realtà, è innamorata di Charles il genio obeso, detto Schopenauer.

E? nella sua natura essere compassionevole con le persone ferite e mortificate nel corpo e nell?anima. Al contrario è schifata dai cosiddetti fusti e dagli uomini di successo senza nerbo, senza grinta? tutto esteriorità e poi il niente.

In molti l?accusano di non saper far fruttare la sua bellezza, di non usare il cervello. Ma Veronica ne ha da vendere di cervello, di spirito. La sua indole è incline alla pazzia. Morirà suicida. Ma continuerà a incontrarsi con gli amici della notte al cimitero.

Prospettiva comica: è un artista, è Dioniso, è pazza, è l?emozione.
Difetti: dannata, disperata, estrema.
Umanità: vitale, bellissima, intelligente.
Esagerazione: esaltazione per le droghe.

Giulia, l?angelo senz?ali
Giulia è un ?angelo senza ali?. Circondata da un?aurea misteriosa, ama non svelarsi mai. Nessuno sa dove abita, quanti anni abbia, che lavoro faccia, la famiglia, però tutti capiscono di che pasta è fatta e cosa pensa.

Ha un successo clamoroso con gli uomini facoltosi (avvocati, medici, architetti, giornalisti) che la frequentano proprio per la sua immagine, per il suo essere un?icona. La riempiono di regali, spesso anche ipertecnologici, gli stessi che Giulia gira a Duoda per ripagarla del favore dell?erba. E? molto attratta da Veronica, ma non lo fa trasparire troppo. Perché? Veronica è? le sue ali.

La lentezza dei movimenti, la delicatezza, il fisico lungo, magro, e il capello liscio platino rendono Giulia simile ad un fantasma, dalla presenza eterea. Per contrasto è dotata di una voce squillante e acuta, ed è maleducata nel modo più educato possibile. Vota a sinistra, perché le persone che stima fanno così.

Anche se la presenza risulta stravagante, stile ?visionaria?, Giulia è scontata, ottimista, goffa nei ragionamenti, vittima inconsapevole del sistema e omologata. Basta poco per scoprire che il potente fascino esercitato dal corpo di Giulia si smarrisce tutto nell?assenza di personalità. Naturalmente le persone poco ispirate trovano la ragazza meravigliosa.

E? buona e ha un grande pregio: è dotata di un fortissimo istinto di sopravvivenza che le permette di uscire brillantemente da tutte le situazioni. In breve, ottiene successo in ogni cosa che fa.

E? una ?trend setter?, ha sempre il look più giusto, e l?ultima tendenza le scorre nelle vene (ad esempio, fosse nata nel ?60 avrebbe portato il tailleaur, nel ?70 le camicie a fiori, negli ?80 il Moncler e le Timberland). E? fatta così, ma in fondo ha una certa purezza. Non si sa mai di preciso dove in Veronica finisca la stupidità e dove inizi l?istinto geniale. E? indefinibile. Nemmeno lei sa bene cos?è.

Prospettiva comica: è completamente deficiente, superficiale.
Difetti: senza personalità, scontata, omologata.
Umanità: aspetto angelico, delicatezza, bontà.
Esagerazione: trend setter.

Charles, il genio obeso
E? un ragazzotto di 27 anni, alto, molto grasso dal viso dolcissimo e bello. Veste elegantissimo sempre in stile dandy.

E? un genio. Disperato. Ragiona in modo logico e conciso, e nulla sfugge al suo animo sensibile, nemmeno le più sottili sfumature delle situazioni o delle persone. Ha una grande abilità: riesce ad interpretare e definire sempre tutto in maniera essenziale e con rara scioltezza. E? il genio della sintesi. Grande oratore, ragionatore, appare un filosofo, un distillatore di essenze. Viene chiamato Schopenauer, visto anche il pessimismo cosmico che contraddistingue il suo pensiero. In generale, è buono, il più egoista degli altruisti, accomodante, gentile ma completamente asociale. E? un po? Socrate, un po? pazzo, e in genere molto perplesso. Si è drogato parecchio ma adesso preferisce fumare solo le canne.

Esce sempre in compagnia di un libro di filosofia e una piccola sfera di plastica pesante che ama far rotolare sul suo corpo. E? un mago del contact.

Prospettiva comica: filosofo disperato, spirito apollonico, logico.
Difetti: triste, solitario, depresso.
Umanità: saggio, acuto, preparatissimo sulle cose che gli interessano.
Esagerazione: intelligenza.

Personaggi generici
1) Uomini che al cimitero intessono relazioni o semplicemente simpatie con le tre vecchiette protagoniste.

2) Parenti e amici dei personaggi principali e secondari.

3) Parenti dei morti sepolti nelle tombe vicine a quelle delle 3 vecchiette.

4) Gruppetti di persone, tipo? giunta comunale, squadra di basket, coro di bimbi, avvocati, drag-queen, etc?

5) Uomini della polizia, dell?ambulanza, vigili del fuoco, etc?

STRUTTURA
26 episodi da 27?/29? l?uno (modulo Simpson) per andare in onda 2 volte la settimana intorno alle 23, per 3 mesi (periodo autunnale). Adatto ad un pubblico dai 16 anni in su (fascia protetta).

E? una sit-com noir episodica, ambientata ai giorni nostri in un cimitero. Il tono appare scherzoso/ironico ma non rinuncia a qualche picco drammatico, esistenziale e lirico. Sia il tono che l?ambientazione offrono immediatamente allo spettatore un forte contrasto, che in sostanza rappresenta il tema dominante della serie: il cimitero è sì un luogo di morte, ma, anche se pochi se ne accorgono, è pieno di vita. Per rendere al meglio questo contrasto si è deciso di portare la modernità (tecnologia, tendenze, etc?) all?interno del cimitero. Un esempio? Siamo abituati a vedere sulle tombe sculture che ripropongono elementi collegati alla professione che i defunti svolgevano quando erano in vita: un cappello da alpino, un violino, una penna col calamaio, un mantello da giudice, ecc? Oppure siamo abituati alle immagini sacre (statua della madonna, volto di Gesù), ecc? Non si vuole cambiare la filosofia iconoclasta del cimitero, ma le sculture del nostro cimitero rappresentano professionalità più moderne. Si vedono quindi tombe-pilota con sculture tipo: un monitor di computer con tastiera e mouse (è la tomba di un programmatore), una confezione di patatine (è la tomba del proprietario di una industria alimentare), un piccolo satellite (è la tomba di un ingegnere aerospaziale), una tavola da wake-boarding (è la tomba di un campione di snowboard da acqua), un mezzo busto che mette in mostra sotto al costume un attributo enorme (è la tomba del fratello di Rocco Siffredi), una scultura che riproduce una siringa con un cucchiaio e mezzo limone (è la tomba di un tossico), e così via?
Anche i personaggi di passaggio con le loro caratteristiche modernizzano l?ambiente del cimitero e portano tutta la varietà e la verità della società contemporanea in quel luogo. Un gruppo di drag-queen va a trovare l?amico morto qualche anno prima, un gruppo di marocchini va a trovare il loro parente sepolto lì perché convertitosi alla religione cattolica e in regola col permesso di soggiorno, un uomo va a trovare la tomba del suo fidanzato, un gruppo di hippy va a trovare il compagno, ecc.

La struttura degli episodi presenta delle situazioni fisse (entrata/uscita episodio, battute dall?aldilà, flashback in bianco e nero, nuvola-poeta, indiani d?america) e due storylines per episodio. Il subplot verrà sempre ripreso da notizie di cronaca veramente accadute in qualche cimitero del mondo. La gag di inizio (tomba-pilota), contenuta nella sigla, si ripresenta sempre alla fine della puntata.

Durante il distendersi delle storie, sui dialoghi delle protagoniste, appaiono i commenti dei mariti (poche battute) ormai confinati nell?aldilà (inferno, purgatorio e paradiso). Mentre, quando le vecchiette nei dialoghi ricordano il carattere o i vezzi dei loro defunti, partono dei flashback in bianco e nero di pochi secondi coi mariti nelle rispettive case mentre compiono un?azione in contrasto con i ricordi delle mogli.

Non può mancare la poesia. Ogni puntata contiene un verso di opere di poeti. A un certo punto, una nuvola in cielo assume la forma del profilo del poeta in questione e recita un verso naturalmente in tema con una storyline.

Gli ultimi minuti della puntata sono dedicati al ?Gruppetto della notte?, che funge da contro-altare a quello del giorno. Tre ragazzi giovani e – per motivi diversi – disperati, si trovano tutte le notti al cimitero per stare insiem, parlare un po? e, come loro abitudine, fumare le canne. Che funzione ha il gruppetto della notte? Dare delle risposte, riflettere, approfondire un tema che nel giorno è stato solo accennato.

In generale, le storie mettono in scena i piccoli e grandi drammi quotidiani che nascono in qualsiasi gruppo o comunità di persone. Si
parla di sentimenti, soldi, droghe, gioco, sesso, potere e così via. In poche parole, si parla degli uomini e dei loro demoni. L?idea è nata da una storia vera di cronaca.

EPISODI SUCCESSIVI

1) Duoda arriva al cimitero e si accorge che finalmente hanno messo in rete il terminale Manhattan. Asia, Duoda e Camilla incuriosite iniziano a giocarci.
Camilla s?invaghisce di un imbianchino che sta verniciando il soffitto degli ossari.
Duoda scopre giocando con Manhattan che gli è morto un caro amico spagnolo.

2) Camilla arriva al cimitero con uno strano talismano a forma di fallo. Glielo ha regalato un indiano per strada, dicendole: ?Tre desideri diventeranno realtà?. Inizialmente perplessa, scoprirà invece che funziona.
Asia è esaltata perché ha scoperto una bevanda energetica (tipo Redbull, la droga dei vecchi) che le mette le ali. La farà assaggiare alle altre 2 che ne diventeranno dipendenti. La strada della disintossicazione sarà lunga.

3) La polizia sta riesumando il cadavere di un uomo per un caso. Camilla scopre che l?uomo in quella tomba è suo marito Vincenzo.
Asia vede un tizio molto bello, curatissimo, solo e silenzioso, dirigersi verso una tomba. Subito affascinata, con delicatezza tenta di conoscerlo. Poi scopre che è gay e che è andato a trovare il suo fidanzato Andrea morto sei mesi prima di shock anafilattico, causato da una impepata di cozze.

4) Ulisse decide di licenziare Papajoe.
La giunta comunale di Greve al completo è al funerale di un loro funzionario. Camilla coglie l?occasione per parlare col sindaco. E? arrabbiata perché l?autobus 4 che passava davanti a casa sua ha cambiato percorso e adesso Camilla deve camminare un chilometro per trovare un?altra fermata. Il sindaco la ignora. Asia e Duoda lo convincono a ripristinare la linea 4. Papajoe salva la vita al sindaco e Ulisse non può più licenziarlo.

5) Camilla arriva al cimitero e trova la tomba di Vincenzo sotto-sopra. Hanno rubato il monitor a cristalli liquidi e hanno scritto frasi ingiuriose sulla tomba. Papajoe l?aiuta a ripulire le scritte e a rimetterla in ordine. Nasce del tenero. Il cane Orazio sta male. Tossisce, respira affannosamente e ha poca energia. Duoda e Ulisse intervengono insieme per risolvere il problema.

Paola Carobbio
Nicolò Cavazzuti

PUNTATA PILOTA: IL COMPLEANNO DI ASIA

1. I/E. CIMITERO – DAY – (SIGLA-TEASER)

La tv si accende, compare la scritta: ?Chiantishire – di… wine – Memorial Tablets?. Si vede la cittadina di Greve in Chianti dall’alto. Poi il cimitero. Le immagini stringono su un viale all’entrata e il piano sequenza si ferma su una tomba-pilota (teaser) con la scultura in bronzo di Cocco Siffredi, fratello travestito di Rocco Siffredi, che mette in mostra un gigante attributo sotto il costume. Duoda è sul vialetto del cimitero con Camilla, notano la tomba-pilota.

CAMILLA:

Oh, ma qui devono darsi tutti una regolata. Cos?è quel coso enorme? Ma lo vedi anche tu? Più che un cimitero, ormai questo posto sembra un ritrovo di pervertiti!

DUODA:
Purtroppo nella mia vita ho visto vergogne molto più grosse…
(guarda il pacco e ironica)
Più grosse è difficile ma senz?altro più terribili.

La sigla continua. Vengono mostrati a turno un po? tutti i personaggi della sit impegnati in azioni di routine al cimitero.

2. INT. SHERWOOD MARKET – DAY – (INIZIO PUNTATA)

Asia è triste, è cupa. Sta acquistando da Tenzin degli incensi indiani pregiatissimi.

TENZIN:
Sono 5… cinque euro.

ASIA:
Economici per essere i pregiatissimi incensi di Mysore.

TENZIN:
E? stata lì, ha visitato la città?

ASIA:
Certo, ho trascorso quasi sei mesi nella regione del Tamil Nadu. E? passato tanto tempo, ma quei profumi e quelle sensazioni sono ancora dentro di me.

TENZIN:
Quando l’acqua raggiunge l’acqua, non si tratta di un incontro, ma di unificazione.

Asia colpita dalla risposta si allontana.

3. EXT. CIELO – NUVOLA POETA – DAY (CARTOON)

Una nuvola in cielo assume il profilo di Charles Bukowski.

NUVOLA POETA:

Troppo, troppo poco. C?è al mondo una così grande solitudine che la puoi vedere negli scatti lenti delle lancette di una sveglia. Gente così stanca, mutilata d?amore o non amore. Gli uomini non si trattano bene l?un l?altro. Abbiamo paura. Ci dicono che possiamo tutti essere dei grossi paraculati vincitori. Ma non ci hanno detto niente dei perdenti o dei suicidi o del terrore di uno che soffre da qualche parte, solo. La gente non sta bene insieme. Se invece stesse bene le nostre morti non sarebbero così tristi. Deve esserci un modo…

4. EXT. CIMITERO – DAY

Asia sta entrando nel cimitero.

UMBERTO:
(voice over)
Bentornata…

5. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Asia è di fronte alla tomba di Umberto. Camilla e Duoda non sono ancora arrivate. E’ triste, sistema con il rastrellino il giardino zen sulla tomba del marito Umberto e accende l’incenso appena acquistato da Kalim.

6. INT. PARADISO – DAY (CARTOON)

Umberto è nell’aldilà, sta armeggiando con una caldaia che ha riparato per un gruppo di eschimesi, la fiammella si accende ed esce un rivolo di fumo che richiama quello dell’incenso di Asia. Umberto ha un brivido di gioia, gli viene un viso beato. Dietro lui, gli abitanti del polo saltellano strofinandosi le mani, e ridono per la bella novità con entusiasmo e partecipazione.

7. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Camilla e Duoda arrivano alle tombe e sono sorprese di vedere che qualcuno finalmente sia andato a trovare Umberto e la tomba sia di nuovo perfetta e pulita.

CAMILLA:
Finalmente qualcuno ha ripulito la lettiera.

DUODA:
Nooo, è un giardino giapponese, li ho visti tempo fa su Internet! Aiutano la meditazione zen, sai… un po? come il tiro con l?arco e il rito del the.

ASIA:
Proprio così, Signora…

DUODA:
(si avvicina ad Asia)
E? la prima volta che mi chiamano così, io sono Duoda, la contadina!

ASIA:
Non ne facevo una questione di censo. Io sono Asia, comunque.
(ironica)
E… la nostra esperta in toilette per animali?

CAMILLA:
(pausa di silenzio, poi con tono comunque educato)
No, veramente di queste cose, a casa mia? si è sempre occupata la filippina.

Arriva Ulisse il guardiano. Orazio il cane, accucciato sulla tomba del padrone, ha un’espressione come per dire: ?Adesso ci sarà da divertirsi?. Ulisse s’inserisce nel gruppetto in maniera subito brusca, in perfetto stile da poliziotto.

ULISSE:
Oggi è giorno di adunata?

Duoda prende dal taschino il carillon e inizia a suonarlo. Suona l?Internazionale, Poi rivolta verso Asia

DUODA:
E? un antidoto.

ULISSE:
(in dialetto bresciano – tra sè e sé, borbottando)
Quelle merdacce dei miei amici raccomandati coi bei lavori al nord, io qui in trincea.

Ulisse se ne va. Asia sta guardando la tomba di Umberto. E? sempre molto triste. Camilla la osserva, vuole sapere.

CAMILLA:
Scusi se sono indiscreta, ma… è un suo parente? Non è mai venuto nessuno in un anno!

ASIA:
No, è il mio compagno.

CAMILLA:
E come mai non è mai venuta a trovarlo?

ASIA:
Non è così semplice, è stato un addio traumatizzante, l?ho amato perdutamente e non so neppure come è morto. O meglio, su questo ci sono numerose teorie…

8. INT. TRIBU? INDIANA APACHE – DAY (CARTOON)

C?è un vecchio sciamano seduto, sta caricando il suo adorato calumet. In fianco a sé, un giovane adolescente. Sono di fronte a un falò dentro a una tenda Tipee e stanno parlando. Durante il dialogo l?indiano sistema la sua pipa e la riaccende più volte.

ASIA:
(v.o.)
… L?ultima volta che ci siamo parlati stava raggiungendo una tribù indiana per inseguire l’ennesima utopia.

VECCHIO SCIAMANO:
Ti ho mai raccontato di Lingua Sapiente?

ADOLESCENTE:
Sì, nonno, ma fallo ancora una volta, è la mia storia preferita.

VECCHIO SCIAMANO:
Visse con noi per due primavere, e fu il più saggio e brillante viso pallido che abbia mai incontrato. Passammo interminabili notti davanti al fuoco, parlando dei giorni felici prima dell’arrivo dei soldati blu, quando le nostre terre e il nostro spirito non conoscevano confini. E di come anche nella grande tribù di Lingua Sapiente, molti sogni si sono infranti. L’acqua brucia le viscere, l’aria graffia i polmoni e la carne infetta il sangue.

ADOLESCENTE:
Cervo Fumante, ma cos’ha portato a questo?

VECCHIO SCIAMANO:
L?avidità. Pochi uomini posseggono quasi tutte le terre e gli animali. Lingua sapiente cercava quello che anche a noi è stato rubato. Raccontava con parole ipnotiche di come fra i visi pallidi alcuni posseggano cuore di Apache e cerchino di sopportare questo inferno aggrappandosi alla poesia, alla musica, ma molto più spesso all’alcool e alle più svariate droghe.

Vecchio Sciamano cambia atteggiamento e assume quello di un pusher milanese tossico che si sgrattona.

VECCHIO SCIAMANO: (CONT’D)
Tipo, paste, anfe, coca, roba, coca e roba assieme, detta speedball, cheta, crack, Lsd, popper
(sciamano torna in sé)
e quelle che conosci anche tu
(stile pusher milanese)
marijuana, funghetti allucionogeni, peyote, salvia divinorum?
(sciamano torna in sé)
Insomma, Sole che Sorge, parlammo degli uomini e dei loro demoni. Poi, un mattino, 6 6 6, seicentosessantasei albe dal suo arrivo, Lingua Sapiente, inebriato dalla mescalina?
(stile pusher milanese)
che solitamente reggeva a tuono?
(sciamano torna in sé)
baciato dai primi raggi del sole, scomparve oltre la collina, correndo a quattro zampe al seguito di un branco di coyote.

ADOLESCENTE:
E cosa successe dietro la collina?

VECCHIO SCIAMANO:
Lince Grigia, la sentinella del villaggio, dice di averlo visto guidare il suo branco di coyote all’assalto di un orso Grizzly e incredibilmente…

9. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Asia, Camilla e Duoda sono davanti alle tombe dei mariti. Si conoscono meglio.

CAMILLA:
Come mai ti sei decisa proprio oggi?

ASIA:
(guarda con amore la tomba di Umberto)
E? il nostro compleanno e l?abbiamo sempre festeggiato insieme.

DUODA:
Quanti anni siete stati insieme?

ASIA:
Quaranta..

CAMILLA:
Oh madonna, 40 anni fa? Ero ancora una bambina…

ASIA:
(voce bassa, tra sé e sé, guardando Duoda)
Non che sia cresciuta molto da allora!

Il cane Orazio sembra essere d?accordo. Primo piano sulla tomba di Emiliano.

DUODA:
Io purtroppo non ho avuto questa fortuna. Il mio Emiliano è stato impiccato nell?agosto del ?44 dai nazifascisti. Era un partigiano. Siamo stati sposati tre anni. Lavorava nei campi di mio padre. Zappavo la terra vicino a lui, com?era bello col sudore che gli brillava sotto il sole… Il mio eroe!
(parla in dialetto toscano, persa nei ricordi, con un moto d’orgoglio misto a rabbia)
L?hanno torturato ma lui non ha detto niente a quelle canaglie nazifasciste. Gli ha sputato in faccia al capo delle SS… il mio amore!

CAMILLA:
Vincenzo, invece, era un famoso giornalista televisivo. Era molto affermato. I suoi dipendenti lo amavano e lui li trattava come dei figli.

10. INT. VILLA DI CAMILLA – FLASHBACK B/N – NIGHT

Vincenzo sta scopando con la segretaria nello studio di casa sua. Nudo solo con la sua cravatta Regimental.

11. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Camilla e Duoda vanno avanti a parlare.

CAMILLA:
Si era fatto da solo, grazie al suo talento.

12. INT. VILLA DI CAMILLA – FLASHBACK B/N – NIGHT

Vincenzo è a casa sua, è al telefono, col viva-voce.

INTERLOCUTORE:
Sei un buono a nulla Vincenzo. Se non fosse per quel debito con tuo padre? altro che direttore. Neanche il culo di un ippopotamo ti farei pulire.

13. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Camilla continua la sua descrizione di Vincenzo.
CAMILLA:
E nonostante questo era così umile?

14. INT. VILLA DI CAMILLA – FLASHBACK B/N – DAY

Vincenzo è a casa sua, è in poltrona. Alle sue spalle una serie di ridicole ed effimere onoreficenze, un finto Andy Warhol col suo viso, gigantografie insieme a personaggi dello spettacolo e della politica. Vincenzo sta parlando con la domestica Filippina.

VINCENZO:
Ti ho detto di chiamarmi Cavaliere, brutta nana.
(Urla girandosi verso Camilla)
Quand?è che ci liberiamo di questa ?torogolodita??

FILIPPINA:
(a bassa voce, con accento quasi milanese)
Troglodita! Pirla!
(ridacchia)

15. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Asia, ancora triste, si allontana per buttar via il pattume della tomba di Umberto. Duoda prende l?occasione al balzo.

DUODA:
Te lo dico io, Camilla, cosa facciamo. Oggi si festeggia il compleanno di Asia e di Lingua Sapiente.

CAMILLA:
Lingua Sapiente?

DUODA:
Ma… non so… mi è venuta così? M’ispira di uno che?

CAMILLA:
(tono malizioso, voce bassa)
Dici che la lavorava da ?papa??

DUODA:
Dico che aveva qualcosa da dire, forse. E sapeva come farlo.

CAMILLA:
Vabbé, preferivo la mia interpretazione? Parliamo piuttosto di questo compleanno.

DUODA:
Oggi ce ne freghiamo di Ulisse e del suo regolamento nazifascista. Camilla, oggi festeggiamo Asia che ne ha bisogno.
(in dialetto)
Che di far festa ce n?è sempre bisogno. In sto mondo di banditi…

CAMILLA:
E come si fa? E? già tardi. Chiamiamo un catering e facciamo portare champagne, tartine, flu^te…

DUODA:
Va bene.

CAMILLA:
E Ulisse? Si accorgerà di tutto. E s?infurierà come un bufalo…

DUODA:
Troveremo un modo per distrarlo. Portavo il cibo ai partigiani, non riuscirò ad organizzare un banchetto per la nostra nuova amica Asia?

Camilla prende il cellulare dalla borsetta e cerca con fretta nella rubrica un catering da chiamare. Asia è ancora lontana. Duoda segue i movimenti di Camilla. Camilla telefona.

CAMILLA:
Sono Camilla, la moglie di Vincenzo.

Camilla ascolta la risposta. Parla frettolosamente.

CAMILLA: (CONT’D)
Come Vincenzo, chi? Ma lei chi è, uno nuovo? Il famoso giornalista, personaggio televisivo, mi passi qualcuno di competente.
(Camilla si gira verso Duoda, la guarda)
Idiota! Con quello che gli abbiamo lasciato giù per anni…

Duoda, sorride.

CHEF:
(con spiccato accento francese)
Allo^?

CAMILLA:
Jean Pierre, sc?est moi!

CHEF:
Pardon?

CAMILLA:
Sono Camilla, la moglie di Vincenzo!

CHEF:
(pausa di riflessione, tono insicuro)
Ah, l?odontotecnico?

CAMILLA:
Ma no, il famoso giornalista, personaggio televisivo!

CHEF:
Ah, Vincenzo Mollica?

CAMILLA:
No, quello con le cravatte Regimental… la Maserati gialla… andavi matto per le sue barzellette.

CHEF:
(tra sé e sé)
Oh mon dieux… terrible sens de l?humourisme.
(voce normale)
Come sta signora?

CAMILLA:
Bene, bene, Jean Pierre! Vorrei ordinare 50 tartine delle tue, quelle lì speciali con caviale, salmone, fois gras… Poi, due bottiglie di champagne…

DUODA:
La torta Camilla…

CAMILLA:
… Una bella torta al cioccolato e… aggiungi qualcosa tu, è un compleanno. Porta anche tutto il necessario perché siamo al cimitero. E fai presto che chiude alle 7!

CHEF:
Le cimetière? Oh mon dieux, il n?est pas propre. Je suis desolé mais ce n?est pas possible et il n?est pas très chic!
(perde completamente l?accento francese)
Serviamo solo ville, castelli, e residenze lussuose. Non luoghi pubblici… e tanto meno… le cimetière.

CAMILLA:
(seccata)
Jean Pierre, ormai sei proprio démodè!

16. INT. CIMITERO – ZONA BIDONI SPAZZATURA – DAY

Asia si sta lavando le mani alla fontanella e vede poco più in là Ulisse con le ciglia aggrottate parlottare con Papajoe. Ulisse se ne va. Papajoe si avvicina ad Asia, ha uno straccio che gli fuoriesce dalla tasca del pantalone. Lo porge ad Asia per asciugarsi le mani. Ha uno sguardo molto caldo, penetrante e modi raffinati.

PAPAJOE:
(porgendo l?asciugamano)
Madame…

Asia accenna un sorriso asciugandosi le mani.

ASIA:
Quanta cortesia ed efficenza… anche se c?è chi non apprezza.

PAPAJOE:
Nella foresta, quando i rami litigano, le radici si abbracciano.

ASIA:
Forse nella foresta… ma il mondo è una giungla, una giungla piena di serpenti.

Delle farfalle tropicali (cartoon compositing), dai meravigliosi colori, volano sopra di loro senza che se ne accorgano.

PAPAJOE:
Ma anche di farfalle… altrimenti non sarebbe il mondo, sarebbe l?inferno.

17. INT. INFERNO – DAY (CARTOON)

Vincenzo sta pulendo il culo di un ippopotamo.

VINCENZO:
(isterico)
Cazzo ne sa dell?inferno questo negro ?trorlogrodita?. Vorrei vederlo a lui pulire il culo a un ippopotamo. Io che ero un grande giornalista, famoso, pieno di soldi e di fiche… mentre lui, al massimo, ha tirato una pietra in testa a una gazzella.

18. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Duoda sta sistemando un fiore sulla tomba di Emiliano. Camilla consulta sempre di fretta la rubrica del suo cellulare per trovare una nuova soluzione.

CAMILLA:
Si sta facendo tardi. Vediamo, vediamo… dunque… questo no. Ernesto no, figurati Lorenzo… Ah, chiamiamo le Chateaux du Chocolat!

CAMILLA: (CONT’D)
Buongiorno, sono Camilla, la moglie di Vincenzo.

MAITRE CHOCOLATIER:
Vincenzo… Vincenzo… mi faccia controllare un momento sul computer… Ah ecco, è Vincenzo Maserata gialla, cravatta Regimental, barzelletta mortifera…

CAMILLA:
Certo, bravo Francesco. Sei una sicurezza.

MAI^TRE CHOCOLATIER:
Ah, grazie signora. L?ho cercato tempo fa… ma al suo cellulare era sempre irraggiungibile… Vincenzo mi deve ancora saldare il cesto natalizio che le regalò tre anni fa.

Camilla rimane perplessa. Poi reagisce e prosegue.

CAMILLA:
Vorrei una fonduta di cioccolato coi i vostri biscottini e la frutta fresca per 5 persone, due bottiglie di champagne e tutto il necessario per un piccolo party. Grazie Francesco e faccia alla svelta. Ovviamente salderò anche il cesto.

MAITRE CHOCOLATIER:
Mi spiace signora ma il ragazzo delle consegne è scappato col nostro commercialista… sembrava così virile… con quei suoi vestiti di pelle, i capelli rasati e i baffi… è appena successo non sono ancora riuscito a sostituirlo. I soldi me li spedisca. Mi scusi ma ora devo andare… ho gente in negozio.

CAMILLA:
(chiudendo il telefono)
Francesco, complimenti per la selezione del personale comunque.

Duoda vede Camilla amareggiata e pensierosa che guarda l?orologio. Dietro loro si vede Asia. Sta tornando alle tombe protagoniste.

DUODA:
Nessun pacco a Natale tre anni fa, vero?

Camilla scuote la testa come per dire: ?No, nessun pacco?.

CAMILLA:
Cribbio, qui il tempo passa e non abbiamo ancora trovato una soluzione.

Asia è quasi tornata. E? alle tombe.

V.O.
(urla disperate)
Ahhhhhh, Aiutoooo…

Asia, Camilla e Duoda si girano spaventate verso le voci.

19. INT. CIMITERO – DAY

Due ragazzi giovani (maschio e femmina), hanno abiti stracciati, sporchi di terra e d?erba. Corrono per tutto il cimitero terrorizzati, come se fossero inseguiti da qualcuno. Inciampano sulle tombe, rompono un vaso di fiori, spintonano una vecchietta, prendono il bidone della spazzatura e lo scagliano contro l?inseguitore immaginario. Sono isterici.

RAGAZZO:
Ci sta dietro ancora quel bastardo, ce l?abbiamo al culo!

RAGAZZA:
Corri cazzo mi vuole entrare dentro.

RAGAZZO:
Vattene demone di merda! In sto cimitero ci sarà un cazzo di prete per una benedizione.

20. EXT. CIELO – NUVOLA POETA – DAY (CARTOON)

Una nuvola in cielo assume il profilo di Bukowski.

NUVOLA-POETA
(sottotilo. From The last night of the earth poems ?Dinosauria, we? by Charles Bukowski)

Nati così. In mezzo a tutto questo, in mezzo a queste guerre ragionatamente folli, in mezzo ai bar dove le persone non si parlano più. Tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire, tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli, in una nazione dove le prigioni sono piene e i manicomi chiusi, in un posto dove le masse traformano i cretini in eroi di successo. Siamo nati in mezzo a tutto questo. A causa di tutto questo moriamo, siamo ridotti al silenzio, castrati, corrotti, diseredati. questa roba c?inganna, ci sfrutta, ci rende folli e perversi, ci trasforma in violenti, ci rende inumani.

21. INT. STANZINO DI CONTROLLO DI ULISSE – DAY

Ulisse è ai monitor. Sta amorevolmente pulendo la canna del suo fucile preferito. Vede la scena dei posseduti su uno schermo e si precipita subito fuori.

ULISSE:
(correndo e urlando)
Chi sono quei due pazzi delinquenti?

22. INT. CIMITERO – DAY

I due posseduti continuano a correre per il cimitero urlando. Tutti gli ospiti li guardano straniti. Ulisse inizia a rincorrerli.

RAGAZZO:
Allontanatevi, non toccateci, cazzo, dovete solo chiamare un prete per farci benedire. Satana è qui.

ULISSE:
No, no, no… io chiamo la polizia e li faccio sbattere dentro.

23. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Duoda, Camilla e Asia stanno guardando la scena poco lontana da loro.

DUODA:
(a voce alta per farsi sentire)
Calmi ragazzi, cercate di stare calmi, che vi mettete nei guai.

CAMILLA:
(tra sé e sé)
Con la fretta che abbiamo, ci mancava anche questa…
(a voce alta)
Io chiamo il parroco.

24. INT. CIMITERO – DAY

La posseduta inizia ad agitarsi e scuotersi violentemente come in preda alle convulsioni.

25. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE

Asia Duoda e Camilla seguono la scena. Camilla continua a guardare l?orologio e Duoda per farle capire che è sempre più tardi per il compleanno.

ASIA:
Io chiamo l?ambulanza.

Le tre si avvicinano ai ragazzi posseduti.

26. INT. CIMITERO – DAY

La posseduta è accasciata per terra ancora in evidente stato di crisi. Nel panico generale si fa largo, con passso fiero Alessandro, medico chirurgo in pensione, ancora aitante.

ALESSANDRO:
Fate largo, sono un affermato medico.

CAMILLA:
(fra sé e sé)
…Wow, il Tyrone Power della sala operatoria.

Alessandro si piega con fare sicuro sulla ragazza e le dà due schiaffi decisi.

ALESSANDRO:
Si tratta di uno shock anafilattico.

Alessandro le dà altre due sberlette.

ALESSANDRO: (CONT’D)
L?ha per caso punta una vespetta? Ci vuole l?antidoto. Mi spiace di non averlo qua glielo farei subito.

DUODA:
(fra sé e sé)
Questo qui è un cioccolataio.

Alessandro sorride a Camilla con fare da seduttore. Camilla contraccambia.

27. INT. CIMITERO – TOMBA DELLA SUORA FONDATRICE – DAY

Arriva una classe di bambini delle elementari accompagnati dalla suora maestra. Sono in visita alla tomba della fondatrice dell?istituto dove studiano, morta 50 anni prima.

28. INT. CIMITERO – DAY

Si sentono delle sirene. Sta entrando nel cimitero l?auto della polizia. I poliziotti scendono e corrono verso i due ragazzi per bloccarli.

POLIZIA:
Fermi, mani in alto.

RAGAZZO:
Non vogliamo fare male a nessuno, siamo inseguiti da satana e vogliamo solo un prete che ci benedica.

ULISSE:
(rivolto ai poliziotti)
State attenti, può essere un trucco. E? meglio ammanettarli.

POLIZIOTTO:
Tu Ulisse preoccupati di quello che non hai fatto!
(in dialetto siciliano)
Che quello che dobbiamo fare noi lo sappiamo! Stronzo.

Si sente un?altra sirena. Questa volta è l?ambulanza che sta entrando nel cimitero. I medici raggiungono i ragazzi e prestano attenzione soprattutto a quella con le crisi epilettiche. Li visitano velocemente, gli guardano gli occhi e gli sentono il polso.

PARAMEDICI:
Meglio fare un prelievo. Usate quel nuovo apparecchio che dà i risultati in due minuti.

Nel frattempo arriva anche il parroco. I paramedici prelevano del sangue ai ragazzi. Il parroco, dopo il prelievo, li benedice con la croce santa.

PARROCO:
Signore Dio nostro vi liberi dal male e dall’inganno. Vi accompagni nei sentieri più bui, illuminando il cammino che porta alla Luce e alla vita. Vattene spirito maligno da queste anime! Invoco il potere di Dio onnipotente… in nome di Dio, te lo ordino e te lo comando, male cessa di farli soffrire, ritornatene da dove sei venuto e restaci per sempre!

Appena il parroco finisce l?invocazione, benedice i due giovani che appaiono più tranquilli. Il prete rivolto verso il cielo, un po? tronfio.

PARROCO:
L?esorcismo ha funzionato!

Duoda ha una faccia perplessa e il cane Orazio ha più o meno la stessa espressione, le fa da contraltare. Arriva di corsa il paramedico con i risultati delle analisi.

PARAMEDICO:
Risultano valori altissimi di cocaina. Portiamoli immediatamente all?ospedale. Sono allucinazioni da overdose.

L?ambulanza riparte a tuono con i due ragazzi a bordo. La polizia prima di mettersi al seguito dell?ambulanza si rivolge ad Ulisse.

POLIZIA:
Non ci siamo Ulisse, non riesci neppure a controllare un cimitero! E poi la meni di continuo del lavoro che ti hanno assegnato. Qua facciamo un bel verbale, poi la Giunta deciderà che cosa fare.

Ulisse rimane scioccato. Gli ospiti del cimitero invece si rilassano. Torna la pace. La polizia parte sgommando al seguito dell?ambulanza. Asia, Camilla e Duoda si riavvicinano alle tombe protagoniste.

CAMILLA:
(cercando le sigarette nella borsa)
Dio che brutta giornata, prima quei due incompetenti buoni a nulla del catering…
(si accende la sigaretta nervosamente)
poi i due pezzenti drogati. Adesso manca solo…

29. INT. CIMITERO – TOMBA PILOTA – DAY

Un gruppo di 6 drag queen coloratissime e piene di piume arriva alla tomba-pilota di Cocco Siffredi.

30. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

DUODA:
Oh Camilla finalmente un po? di colore nella tua triste giornata, forse la festa è già iniziata e noi non ce ne eravamo accorte.

ASIA:
(tra sé e sé, a voce bassa)
Farfalle… Altrimenti non sarebbe il mondo… sarebbe l?inferno.

Le farfalle tropicali volano alle sue spalle.

31. INT. CIMITERO – T0MBA PILOTA – DAY

Le drag queen, sentendosi osservate, salutano da lontano le tre vecchiette.

32. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Il cane Orazio si stupisce.

CAMILLA:
Questo non è un cimitero è una gabbia di matti!

ASIA:
Quante emozioni, concedetemi un attimo, vado a rinfrescarmi.

Asia si incammina per andare alla toilette. Suona un cellulare, Duoda lo cerca con calma nelle tasche del suo vestito. Camilla guarda ancora l?orologio ed è sempre più nervosa.

SUONERIA CELLULARE:
Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao, una mattina mi son svegliato e ho trovato l?invasor…

DUODA:
?Pronta?

INTERLOCUTORE:
Sono Luigi. ?Norcineria Falorni?.

DUODA:
Ciao compagno.

INTERLOCUTORE:
Ciao Duoda. Ti chiamavo per quella meravigliosa mucca chianina e per le due cinte.

DUODA:
La vacca è già pronta, ma per i maiali devi aspettare ancora un paio di settimane. Ti aspetto domani mattina in cascina. Ma ora dovresti farmi un grande favore.

INTERLOCUTORE:
Dimmi Duoda…

DUODA:
C?è una nuova amica, è molto triste, ha perso il suo compagno e oggi è il compleanno di entrambi. Raggiungici al cimitero, porta con te un salame di cervo, due fiaschi del nostro Chianti, del pane toscano, e qualche altra delizia delle nostre..

Camilla sgomita Duoda.

CAMILLA:
Duoda… la torta!

DUODA:
(guarda Camilla e le sorriede)
Già.
(riprende la telefonata)
Procura anche una torta di mele, che piace sempre a tutti. Mi raccomando, fai attenzione a Ulisse. Oggi è ancor più inviperito del solito.

INTERLOCUTORE:
Hasta la victoria!

DUODA:
Siempre!

33. INT. TOILETTE CIMITERO – DAY

Asia è in bagno. Si sta guardando allo specchio. E? davvero triste.

34. INT. CIMITERO – ENTRATA – DAY

Duoda si apposta all?entrata del cimitero in attesa del Compagno Luigi. Papajoe le si avvicia.

PAPAJOE:
Fra cinque minuti sarà perfetto. Inizia Wrestling Mania. Ulisse diventa narcotizzato.

DUODA:
Sei un compagno Papajoe.

PAPAJOE:
Compagno du Senegal.

35. INT. PURGATORIO – DAY (CATOON)

Emiliano vede Duoda prepararsi per ricevere e nascondere il cibo da portare alle tombe protagoniste. Emiliano è seduto ad un tavolo e sta sistemando dei pezzi di un puzzle della foresta amazzonica quasi finito (sulla scatola deve risaltare la scritta ?Foresta amazzonica?).

EMILIANO:
Devo restare calmo, ancora qualche pezzo e le motoseghe finalmente si fermeranno in Amazzonia.

36. INT. CIMITERO – ENTRATA – DAY

Al posto di Luigi, arriva da Duoda un ragazzino con il fagotto della festa (tovaglia a quadrettoni rossi).

RAGAZZINO:
Luigi è dovuto rimanere in negozio. Verrà da te domani mattina per la chianina.

DUODA:
(mette una mano sulla testa del ragazzo)
Bel lavoro Sole che Sorge!

RAGAZZINO:
E? mio dovere Cerva Fumante.

Il ragazzo passa il fagotto a Duoda e a Papajoe.

PAPAJOE:
Ma questa è una gabbia di matti….

Duoda e Papajoe si nascondono le prelibatezze sotto i vestiti, poi, controllondo Ulisse, si avviano verso le tombe protagoniste.

37. INT. PURGATORIO – DAY (CATOON)

Emiliano è ancora sul puzzle dell?Amazzonia.

EMILIANO:
Oh Duoda, le stesse movenze, lo stesso rituale di allora, con cui durante la guerra eri solita ingannare i nazifascisti e rischiavi la vita per sfamare me e gli altri compagni partigiani.

V. O. – CARILLON DI DUODA:
(L?Internazionale)
Din din din, din don don.

38. INT. CIMITERO – ENTRATA – DAY

Duoda ripone il carillon nella tasca del vestito.

39. INT. STANZINO DI CONTROLLO DI ULISSE – DAY

Ulisse guarda il Wrestling su uno dei 6 monitor ingozzandosi di patatine. Sul tavolo si notano riviste di armi, di body-building, il Giornale, Libero, riviste di aerei da combattimento e un libro di farfalle tropicali. Fuori dalla finestra si vedono Duoda e Papajoe che passano davanti allo stanzino con fare disinvolto. Ulisse non ci fa caso. E? troppo impegnato sull?incontro alla tv.

ULISSE:
Che uomini, che fisici, questo sì che sarebbe stato il mio mondo. Ero perfetto per il wrestling. Nel pugilato mi ha fermato la sfortuna, ma lì sarebbe venuto fuori il mio senso scenico. Ulisse contro i ciclopi del wrestling… Senti che suono!

40. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Tutto è pronto. La tovaglia a quadrettoni è stata stesa sulla tomba di Emiliano, il Chianti è aperto, il salame è tagliato, come le fette di pane, il formaggio e la torta. In lontananza si vede Camilla che sta parlando con la suora maestra della scolaresca. Duoda invece sta parlando con il gruppetto di drag alla tomba-pilota.

41. INT. TOILETTE CIMITERO – DAY

Asia ha gli occhi lucidi e si asciuga una lacrima con la mano. Esce per tornare alle tombe.

42. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Asia si sta avvicinando e vede un sacco di persone attorno alle tombe protagoniste: le drag-queen, la classe delle elementari con la suora, Papajoe, Orazio il cane, e altri personaggi di passeggio incuriositi dal simpatico delirio. Asia si preoccupa, affretta il passo, si fa largo tra la gente e scopre il banchetto in suo onore. I bimbi cantano, le drag ballano. Papajoe suona il bidone della spazzatura come uno janbee. Inizia la festa, e lo stormo di farfalle tropicali dai colori meravigliosi volteggia sopra il banchetto (cartoon compositing).

PAPAJOE:
(con gli occhi rivolti verso le farfalle)
Meravigliosa danza esotica…

BAMBINI ELEMENTARI:
Tanti auguri a voi, tanti auguri a voi, tanti auguri ad Asia e Umberto tanti auguri a voi!

Asia finalmente sorride. E? commossa. Abbraccia Duoda e Camilla. E? felice.

43. INT. STANZINO DI CONTROLLO DI ULISSE – DAY

Ulisse sta ancora guardando l?incontro di wrestling. Poi si accorge, sul monitor affianco, della festa per Asia.

ULISSE:
Porca puttana!

Corre fuori, infuriato.

44. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – DAY

Ulisse arriva alle tombe. E? furibondo. Accenna una mossa di wrestling a Papajoe.

ULISSE:
(rivolto a Papajoe)
A te spetterà il morso del cerbiatto!
(rivolto agli altri)
Ma oggi siete impazziti tutti! Ma che cos?è questo casino? Sgomberate immediatamente con tutta la vostra roba. Voglio che il cimitero torni come prima. In ordine!

DUODA:
(tra sé e sè, gurda in cielo)
Dove sono le feste che ci avevate promesso? Dov?è il vino novello? Muore sulle viti?

Asia e Camilla, non molto convinte, iniziano a levare dalla tomba i bicchieri, la torta e il salame. Ulisse ha una espressione soddisfatta. In quel momento, però, interviene la suora della scolaresca.

SUORA:
(sottotitolo: da ?Il Cantico Benedictus – Vangelo secondo Luca?)
E? Opera della tenera misericordia del nostro Dio, per la quale ci visiterà dall?alto il sol levante, allo scopo d?illuminare coloro che giacciono nelle tenebre e nell?ombra di morte, e di guidare i nostri passi sulla via della pace.

Ulisse rimane di stucco. Non può niente contro l?autorità di quelle parole e se ne va amareggiato. Poi vede le farfalle e rimane estasiato (cartoon compositing).

ULISSE:
Ma, non è possibile… Ma, questa è una specie rarissima di Camiphilia Gangica, è una farfalla presente solo in Giamaica. In particolare della zona di Porto Antonio ai piedi delle Blue Mountains.

Ulisse danza inseguendo le farfalle tra la gente (cartoon compositing). La festa riprende, una drag-queen dà un colpetto alla suora.

DRAG-QUEEN
Gran belle parole sorella, beva un goccetto di Chianti!

La drag passa il bicchiere alla suora che ringrazia col capo e fa un bel sorso.

45. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – TRAMONTO

Tutti se ne sono andati. Duoda – ricordandosi del gruppetto della notte – nasconde nel segretere della tomba di Emiliano un fiasco di Chianti insieme a un pacchettino di marijuana. Sistema tutto, fa un sorriso e raggiunge le latre due sul vialetto per l?uscita.

46. INT. CIMITERO – TOMBA PILOTA – TRAMONTO

Asia, camilla e Duoda stanno uscendo dal cimitero. Incontrano la tomba di Cocco Siffredi. Notano che l?enorme pacco ha assunto un colore diverso, è più rilucente rispetto a prima, come se fosse stato toccato più volte (tipico delle statue di bronzo).

CAMILLA:
(indica con un dito il pacco di Cocco)
Ma cosa è successo. L?immensità lì è più chiara. Forse toccarla porta buono? Proviamo.

Asia Duoda e Camilla con fare giocoso toccano il pacco di Cocco Siffrei e si avviano all?uscita.

47. EXT. CIMITERO – TRAMONTO

Duoda vede per terra tre pezzi di puzzle. Sono verdi. Li raccoglie e li alza verso il cielo.

48. INT. PURGATORIO – DAY (CARTOON)

Emiliano è davanti al puzzle dell?Amazzonia. Sta incastrando proprio gli ultimi 3 pezzi. Il puzzle è completo.

49. INT. FORESTA AMAZZONICA – DAY (CARTOON)

Tutte le motoseghe si bloccano e i boscaioli si guardano stupiti. Nella foresta torna il silenzio. E le farfalle dai colori meraviglisi svolazzano tra le chiome delle piante.

50. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – TITOLI DI CODA

Mentre scorrono i titoli di coda, i colori di fondo vanno dal tramonto alla notte.

51. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – NIGHT

Charles è seduto sulla tomba di Emiliano. Gioca con la palla da contact su un braccio e con l?altra tiene un joint che fuma rilassato. Veronica arriva al cimitero.

VERONICA
Che bello… sei già qui.

Charles fa scivolare delicatamente la palla da contact sul muschio intorno alla tomba. Si alza, le passa la canna, l?abbraccia, le dà un bacio sulla fronte.

CHARLES
Veronica, io sono sempre qui, tutte le notti. Da non mi ricordo neppure più quanti anni.

VERONICA
Che bello. Sei il mio budda.

CHARLES
Di budda ho soltanto il fisico.

Charles si risiede sulla tomba di Emiliano. Ricomincia a giocare con la palla da contact. Veronica ripassa la canna a Charles.

VERONICA
Smettila Charles, non sono venuta qui tutti questi anni esclusivamente per il tuo fisico. Tu sei speciale.

Giulia arriva alle tombe. Sta ascoltando musica con l?iPod. Leva le cuffiette.

GIULIA:
Ragazzi, l?avvocato mi ha regalato l?i-pod nano. La scorsa settimana quel batterista di quel gruppo di tendenza… come cazzo si chiamava… sa il Cristo… aveva fatto altrattanto. Questa mia idea del giorno del compleanno funziona da dio. Si mangia così bene in quei ristoranti… e poi quanta tecnologia…

Giulia mostra l?i-pod ai ragazzi.

GIULIA: (CONT’D)
Questo lo regalo a voi.

CHARLES
No, questo è per Duoda.

Veronica inizia a scavare con le mani nella terra dietro la tomba di Emiliano. C?è una coperchio di legno, Veronica lo apre e fa un sorriso pieno di gioia.

VERONICA
Wow! Duoda c?ha lasciato una festa!

CHARLES
Di che genere?

VERONICA
Del genere… fiasco di Chianti e…

Veronica trova anche un sacchettino, lo apre, annusa il contenuto e si bea.

VERONICA (CONT’D)
E poi, solo per noi, dalla produzione personale di Dù, la… ?Emialian Red Hear?!

CHARLES
(sta giocando a concact, si piega come in un inchino)
Rollo io, faccio un ?Bob?! Merita… so natural!
Charles inizia a preparare la canna. Veronica ripone l?i-pod nella cassa di legno, la chiude e la ricopre di terra.

GIULIA:
(elettrizzata)
Visto che abbiamo il Chianti e l?erba, e si può dire che è un po? una festa… ci sta bene anche un gioco, un gioco di società. La stessa domanda per tutti e tre?

CHARLES
Proponi il quesito.

GIULIA:
Perché tutte le sere veniamo qua?

VERONICA
Intendi… all?Hotel dell?Inferno?

GIULIA:
Che nome meravigliso… gli hai dato Charles!

52. EXT. CIMITERO – NUVOLA POETA – NIGHT (CARTOON)

Veronica guarda in cielo. Charles accende il joint. Una nuvola assume il profilo di Charles Bukowski.

NUVOLA-POETA
Chaimavamo quel posto l?Albergo dell?Inferno. Non avevo idea di che cosa stavamo cercando di fare. Penso che stavamo solamente celebrando il fatto di essere vivi. Quella stanzetta piena di fumo, e musica, e voci, notte, dopo notte, dopo notte, i poveri, i matti i falliti. Accendavamo quell?Hotel con le nostre anime malate e lui c?amava.

53. INT. CIMITERO – TOMBE PROTAGONISTE – NIGHT

Sono tutti seduti sulle tombe. Charles sta fumando.

VERONICA
La passi sta canna… Cervo Fumante! Che questa Sole che Sorge non l?ha ancora provata.

GIULIA:
Ma cosa sta dicendo, Charles?

CHARLES
(guardando Giulia)
Ormai da tempo Lingua Sapiente ha squarciato il velo di Maya. E, una volta aperte le porte della percezione, tutto appare per come realmente è…
(gurdando dritto in camera)
…Infinito!

L?immagine lentamente sfuma dalle tombe alla nuvola, e al cielo infinito.

SCRIPT BY
PAOLA CAROBBIO
E NICOLO’ CAVAZZUTI

Riferimenti: video-promo sitcom Chiantishire